{"id":1555,"date":"2023-12-14T14:58:39","date_gmt":"2023-12-14T13:58:39","guid":{"rendered":"https:\/\/farmaciabottasso.com\/blog\/?p=1555"},"modified":"2024-01-23T16:56:54","modified_gmt":"2024-01-23T15:56:54","slug":"laltra-faccia-della-memoria-il-saper-dimenticare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/farmaciabottasso.com\/blog\/2023\/12\/14\/laltra-faccia-della-memoria-il-saper-dimenticare\/","title":{"rendered":"L&#8217;altra faccia della memoria: il saper dimenticare"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h3><strong>La Smemoratezza come Virt\u00f9<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;La buona memoria. \u2013 Taluni non diventano pensatori solo perche\u0301 hanno una memoria troppo buona&#8221;.<\/p>\n<p>Questa frase di Friedrich Nietzsche rafforza l\u2019autostima degli inguaribili smemorati che da sempre vivono nell\u2019incubo di aver dimenticato date importanti o di presentarsi ad un appuntamento o di rispondere ad una mail o ad un whatsapp , di non ricordare i nomi di cose o persone o dove hanno parcheggiato la macchina, di scordarsi le chiavi di casa o chissa\u0300 cos\u2019altro&#8230; e che vengono rimproverati, e spesso anche derisi, per questo loro difetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<h3><strong>Dimenticare per Pensare<\/strong><\/h3>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una buona memoria ci consente di registrare fatti, fissare date e informazioni anche dettagliate senza particolare sforzo, e comunemente si tende ad associare l\u2019essere smemorati ad un possibile svantaggio. Sicuramente una buona memoria e\u0300 un asset, tuttavia questo pensiero di Nietzsche sembra riflettere l\u2019idea che essa da sola non sia sufficiente a sviluppare il pensiero critico e che, anzi, possa in qualche modo ostacolare lo sviluppo di pensieri originali: l\u2019essere smemorati dunque potrebbe essere addirittura quasi un motivo di vanto!!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Il Dimenticare come Processo Attivo<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche perche\u0301 gli esperti, alla luce degli studi condotti sul tema negli ultimi anni, ci dicono che dimenticanza e intelligenza vanno a braccetto!<\/p>\n<p>Certo, i motivi per cui si e\u0300 smemorati possono essere svariati: puo\u0300 capitare di dimenticare le cose a causa dello stress o di una qualche patologia specifica caratterizzata da un decadimento cognitivo. E, quindi, indagare le cause che portano ai vuoti di memoria e\u0300 sicuramente sempre importante, per verificare che essi non siano sintomo di un malessere piu\u0300 grave. Tuttavia, chi ha problemi di memoria, semplicemente per sua natura, puo\u0300 tirare un sospiro di sollievo, poiche\u0301 la scienza afferma che essere smemorati e\u0300 un segno di grande intelligenza. Sempre piu\u0300, negli ultimi anni, e\u0300 emersa la necessita\u0300 di diventare multitasking, compiere azioni e prendere decisioni in un breve lasso di tempo, specie nel mondo del lavoro, e capita di frequente, dunque, di scordarsi qualche dettaglio, di un appuntamento stabilito o di un cliente da chiamare a causa di un sovraccarico mentale. Ma non dobbiamo preoccuparci perche\u0301 secondo le ricerche la smemoratezza sarebbe il sistema usato dal nostro cervello per fare spazio e conservare le informazioni piu\u0300 preziose, dimenticando quelle meno importanti.<\/p>\n<p>Dunque, se la nostra mente non riesce a memorizzare alcuni dettagli e\u0300 perche\u0301 e\u0300 impegnata a pensare ad altro e progettare nuove idee. La scienza ci rivela che, affinche\u0301 la memoria funzioni bene, il dimenticare e\u0300 importante tanto quanto il ricordare e non e\u0300 da considerarsi un fallimento del meccanismo, bensi\u0300 un ingranaggio fondamentale per il suo corretto funzionamento. Per molto tempo si e\u0300 pensato che dimenticare fosse un processo passivo, negli ultimi anni e\u0300 emersa invece una vera e propria &#8220;scienza del dimenticare&#8221; che mostra come le normali dimenticanze, ovvero quelle che non ostacolano piu\u0300 di tanto le nostre attivita\u0300 quotidiane, non siano un difetto della memoria, anzi: la neurologia e la psicologia oggi ci dicono che dimenticare permette di avere un cervello piu\u0300 efficiente oltre che farci vivere piu\u0300 felici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>L&#8217;Arte di dimenticare e l&#8217;inganno della memoria<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;evoluzione ha dotato i nostri neuroni, che immagazzinano ricordi modificando la forza delle loro connessioni, di due meccanismi: uno dedicato a ricordare e l&#8217;altro a dimenticare, e questo e\u0300 affascinante, perche\u0301 ci rivela che il non ricordare non e\u0300 soltanto un arrugginirsi della memoria, ma e\u0300 una funzione specializzata del cervello. Dimenticare, infatti, e qui la scienza conferma il pensiero di Nietzsche, ha un forte impatto anche nella capacita\u0300 di analisi, ci rende piu\u0300 flessibili e capaci di fronteggiare un mondo che cambia e si evolve, ci aiuta a non rimanere ancorati ai dettagli, e quindi a generalizzare. Saper dimenticare serve non solo ad adattarsi ai cambiamenti e ad estrarre, generalizzando, l&#8217;essenza delle cose, serve anche a essere piu\u0300 creativi! La creativita\u0300 e\u0300 una sorta di alchimia cognitiva, dove si formano associazioni inaspettate tra ricordi e idee, e per lasciare &#8220;gioco&#8221; alle associazioni mentali spontanee, necessarie alla creativita\u0300, e\u0300 inevitabile saper dimenticare. In questo contesto, il sonno riveste un ruolo essenziale: ci aiuta a &#8220;fare pulizia&#8221; nella nostra memoria. Nel sonno, viviamo una sorta di &#8220;replay&#8221; accelerato dei momenti importanti della giornata, e questo aumenta la memoria per certe cose, ma nel complesso induce dimenticanza per tutto il resto. Quando una connessione cerebrale e\u0300 ripetutamente stimolata durante la veglia, si rafforza e cresce: quella traccia di memoria si consolida, ma questa espansione deve essere ad un certo punto bilanciata per evitare una saturazione dei ricordi possibili, ed il processo di smaltimento puo\u0300 avvenire nel sonno, quando prestiamo meno attenzione al mondo esterno. Basti pensare a quando siamo costretti a rimanere svegli per tante ore: arriviamo ad un punto in cui non riusciamo piu\u0300 a concentrarci, proprio perche\u0301 abbiamo troppe informazioni inutili nella corteccia, che ci confondono.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Chi tende a dimenticare, poi, oltre ad essere piu\u0300 flessibile e creativo, e\u0300 anche piu\u0300 propenso a vivere con consapevolezza nel qui e ora, senza troppi vincoli che potrebbero influenzare la percezione del presente, e potrebbe essere anche piu\u0300 incline al perdono e a sviluppare una maggiore empatia verso gli altri: chi ha difficolta\u0300 a ricordare le offese subite tende a lasciar andare con piu\u0300 facilita\u0300 rancori e risentimenti, promuovendo cosi\u0300 relazioni piu\u0300 positive. Gli smemorati sono anche coloro che si stressano di meno e si focalizzano maggiormente sugli aspetti positivi della vita, il che contribuisce sicuramente ad un maggiore benessere psicologico!<\/p>\n<p>Di scherzi, comunque, la nostra memoria, ne fa parecchi e un po&#8217; a tutti! Siamo continuamente bombardati da esperienze, stimoli e informazioni: profumi e colori, oggetti e presenze, ogni attimo e\u0300 ricco di dati che il cervello assorbe. Tanti, come abbiamo visto, scivolano via, qualcuno resta: li chiamiamo ricordi e con essi possono succedere cose bizzarre, molte delle quali dipendono da quelle che si definiscono interferenze della memoria, che possono portare sia a una diminuzione del ricordo sia ad una distorsione delle informazioni memorizzate. Una conseguenza di interferenze della memoria puo\u0300 essere il de\u0301ja\u0300-vu: la scienza ci dice che nella sensazione per cui ci sembra di aver gia\u0300 vissuto qualcosa non c&#8217;e\u0300 nessuna premonizione, ma semplicemente ci si viene a trovare in uno scenario simile a qualcosa che ci e\u0300 gia\u0300 successo. Contrariamente al de\u0301ja\u0300 vu, che e\u0300 un&#8217;esperienza in cui qualcosa di familiare sembra incredibilmente noto, il jamais vu, dal francese &#8220;mai visto&#8221;, e\u0300 caratterizzato dalla sensazione opposta: un\u2019improvvisa estraneita\u0300 rispetto a qualcosa, o a qualcuno, che dovrebbe essere familiare, una condizione in cui, anche se abbiamo memorizzato un&#8217;informazione, il cervello fallisce nel richiamarla correttamente al momento della percezione. Un esempio?! Puo\u0300 succedere ad un musicista che si perde nel passaggio di un brano che conosce alla perfezione o a chiunque di noi quando ci troviamo in un luogo che frequentiamo abitualmente e abbiamo la sensazione di non sapere esattamente dove siamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>False memorie e il paradosso dell&#8217;informazione<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le interferenze della memoria possono poi alterare lo sguardo sul passato formando ricordi che non esistono: le false memorie, ovvero il ricordo di qualcosa che in realta\u0300 non e\u0300 mai avvenuto. Il ricordo di un evento reale puo\u0300 essere distorto da elementi immaginari o arricchito di particolari in realta\u0300 mai accaduti, soprattutto nel caso di eventi carichi di emozioni. Nessuno e\u0300 immune alla creazione di un falso ricordo, soprattutto nel caso di anziani e nei bambini, il cui cervello e\u0300 ancora in evoluzione e i sistemi della memoria non sono ancora stabilizzati: le interferenze esterne, fra cui i racconti altrui, riescono a plasmarne i ricordi.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>E\u2019 un po&#8217; come se vivessimo in uno strano paradosso: da un lato il mondo e\u0300 traboccante di informazioni, e questo ci rende ossessionati con la memoria, dall&#8217;altro oggi possiamo anche fare molto meno affidamento sulla memoria grazie alla tecnologia che, lasciandoci liberi di dimenticare, ci mostra come i dettagli non siano l&#8217;apice del pensiero, e che, laddove non si e\u0300 legati a schemi mentali pregressi che potrebbero limitare l\u2019immaginazione, puo\u0300 piu\u0300 facilmente fiorire la nostra creativita\u0300. Il saper dimenticare offre infine, come ci insegna ancora il filosofo Nietzsche, un altro prezioso privilegio: \u2018\u2019Il vantaggio della cattiva memoria e&#8217; che si gode parecchie volte delle stesse cose per la prima volta\u2019\u2019.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Smemoratezza come Virt\u00f9 &nbsp; &#8220;La buona memoria. \u2013 Taluni non diventano pensatori solo perche\u0301 hanno una memoria troppo buona&#8221;. 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