{"id":698,"date":"2018-03-17T08:00:32","date_gmt":"2018-03-17T07:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/farmaciabottasso.com\/blog\/?p=698"},"modified":"2019-11-04T15:16:19","modified_gmt":"2019-11-04T14:16:19","slug":"la-crosta-lattea-nel-neonato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/farmaciabottasso.com\/blog\/2018\/03\/17\/la-crosta-lattea-nel-neonato\/","title":{"rendered":"La crosta lattea nel neonato"},"content":{"rendered":"<p>La crosta lattea colpisce il 3-4% dei bambini e fa la sua comparsa a circa 30-40 giorni dalla nascita. E\u2019 conosciuta comunemente come crosta lattea perch\u00e8 in passato si pensava che fosse causata dal latte materno, dato che riguarda esclusivamente i lattanti. Si manifesta con il formarsi di numerose squamette untuose su tutta la zona del cuoio capelluto, si tratta di un\u2019irritazione temporanea che regredisce non appena l\u2019organismo del piccolo \u00e8 in grado di produrre determinate sostanze. Definita dai medici dermatite seborroica del lattante, \u00e8 comunque destinata a scomparire spontaneamente entro il terzo-quarto mese di vita.<br \/>\nMa in che cosa consiste? Ci sono delle cause che la favoriscono? E soprattutto come va trattata? Vediamo la risposta a queste e alle altre domande frequenti di voi mamme.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 da sottolineare che non va confusa con un\u2019infiammazione, se dopo il quarto-quinto mese di vita la pelle del piccolo \u00e8 ancora soggetta ad arrossamenti diffusi, tende a desquamarsi, e l\u2019irritazione \u00e8 accompagnata da un intenso prurito, occorre consultare il pediatra. Non si \u00e8 infatti di fronte a un protrarsi della dermatite seborroica (crosta lattea), bens\u00ec a una probabile manifestazione di dermatite atopica, una reazione della pelle generalizzata (atopico, infatti, \u00e8 un termine derivato dal greco, che significa \u201csenza un luogo preciso\u201d) ad alcuni agenti esterni. La malattia interessa soprattutto il volto e gli arti, ma pu\u00f2 estendersi anche alla parte posteriore delle ginocchia e alle pieghe dei gomiti. Questa irritazione diffusa ha un\u2019origine allergica e dipende da un\u2019eccessiva reattivita\u2019 della pelle; non esiste una cura definitiva e il disturbo puo\u2019 durare anche fino alla puberta\u2019 ( 10-11 anni), ma tende a migliorare in primavera e ad attenuarsi quasi del tutto d\u2019estate, grazie all\u2019azione benefica dei raggi del sole.<br \/>\n<em>-Qual&#8217;\u00e8 la zona pi\u00f9 colpita nella crosta lattea?<\/em><br \/>\nDi solito \u00e8 il cuoio capelluto del beb\u00e8, dove compaiono tante squamette untuose di colore giallastro. Queste proliferano e aderiscono tra di loro: la testa del bimbo appare dunque come ricoperta da una crosta. l\u2019irritazione spesso interessa anche le sopracciglia, la fronte, il mento, i lati del naso. solo in alcuni casi, si estende alla zona del pannolino.<br \/>\n<em>-Come mai?<\/em><br \/>\nNel sangue del neonato sono presenti alcuni ormoni materni che stimolano le ghiandole sebacee: queste hanno la funzione di produrre il sebo. quest\u2019ultimo, pu\u00f2 dunque essere prodotto in eccesso dall\u2019organismo del beb\u00e8 e andare a depositarsi sulla pelle. questa, a sua volta, \u00e8 soggetta a un processo di ricambio per cui elimina le cellule vecchie sotto forma di squamette. il sebo agisce come un collante e fa aderire tra di loro le scaglie che, proprio per la presenza del sebo, acquistano una consistenza e un aspetto untuosi.<br \/>\n<em>-Ci sono dei bimbi pi\u00f9 a rischio?<\/em><br \/>\nE\u2019statisticamente provato che sono pi\u00f9 soggetti alla comparsa della crosta lattea i piccoli che hanno qualche familiare che ha avuto questo problema. nei bambini affetti dal disturbo il sebo, oltre che abbondante, ha anche una composizione alterata. contiene infatti un\u2019alta percentuale di acidi grassi insaturi che esercitano un\u2019azione irritante sulla pelle. La crosta lattea viene definita dermatite (infiammazione della pelle) seborroica proprio perch\u00e8 causata dalla quantit\u00e0 e dalla qualit\u00e0 del sebo prodotto dal lattante.<br \/>\n<em>-La pelle resta danneggiata?<\/em><br \/>\nNo, perch\u00e8 la crosta lattea \u00e8 un disturbo che sparisce senza lasciare alcuna traccia. Il proliferare delle crosticine sul cuoio capelluto non comporta conseguenze sulla successiva crescita dei capelli e sulla loro qualit\u00e0. il disturbo inoltre, una volta scomparso, non lascia alcun inestetismo sulla pelle. in ogni caso, anche se la crosta lattea \u00e8 innocua, bisogna rispettare tutte le norme igieniche prescritte dal pediatra per evitare complicazioni.<br \/>\n<em>-Quanto pu\u00f2 durare?<\/em><br \/>\nLa crosta lattea regredisce spontaneamente, grazie allo stesso meccanismo che la scatena, verso la fine del terzo mese di vita. L\u2019organismo del piccolo comincia a smaltire gli ormoni ricevuti con il sangue materno che stimolavano l\u2019attivit\u00e0 delle ghiandole sebacee, deputate alla produzione di sebo. Dopo questa et\u00e0, il beb\u00e8 sostituisce il sangue ricevuto dalla madre con quello fabbricato dal proprio midollo osseo. A questo punto, le ghiandole sebacee si mettono per cos\u00ec dire a riposo fino a che gli ormoni che l\u2019organismo produrr\u00e0 nella pubert\u00e0 (intorno ai 10-11 anni) non riprenderanno a sollecitarle. dopo il terzo mese, non pi\u00f9 tenute attaccate dal sebo, le squamette si staccheranno facilmente dal cuoio capelluto.<br \/>\n<em>-Quali precauzioni prendere?<\/em><br \/>\nE\u2019 indispensabile dedicare molta cura alle unghie del piccolo. vanno tagliate regolarmente per evitare che, grattandosi per calmare il prurito, si possa graffiare. Le sue unghie, anche se tenere, sono infatti molto affilate e in grado di danneggiare la pelle, a sua volta, molto delicata. si possono anche far indossare al piccolo dei guantini di cotone per evitare tale inconveniente.<br \/>\n<em>-Possono esserci complicazioni?<\/em><br \/>\nLa crosta lattea irritando la pelle, la rende anche pi\u00f9 soggetta alle aggressioni: per questo se non viene detersa correttamente o se il bambino, con le unghie non perfettamente pulite, la gratta e la graffia, alcuni microrganismi possono proliferare. In particolare si pu\u00f2 avere una sovrapposizione di batteri stafilococchi e streptococchi che causano un\u2019infezione detta impetigine. Questa comporta la formazione di pus (siero infetto): la cura consiste nell\u2019applicazione di creme antibiotiche che verranno prescritte dal medico.<br \/>\n<em>-Esistono prodotti specifici?<\/em><br \/>\nSe il disturbo interessa soltanto il cuoio capelluto, la mamma pu\u00f2 usare prodotti emollienti come l\u2019olio di mandorle dolci per ammorbidire le crosticine o trattamenti a base di sostanze lenitive come l&#8217;avocado. Queste potranno essere poi eliminate con una leggera frizione eseguita con una garza imbevuta di tali oli e successivamente, se il piccolo ha molti capelli, con un apposito pettinino a denti fitti.<br \/>\n<em>-Pu\u00f2 fare il bagnetto?<\/em><br \/>\nE&#8217;importante seguire un\u2019igiene accurata, perch\u00e8 nelle zone colpite dalla crosta lattea la pelle \u00e8 comunque irritata e quindi pi\u00f9 facilmente sottoposta all\u2019attacco di microrganismi nocivi. si tratter\u00e0 per\u00f2 di \u201cbagnetto\u201d particolare. Il disturbo infatti viene aggravato dall\u2019acqua e dai saponi che asportano la piccola quantit\u00e0 di film idrolipidico presente sulla cute del beb\u00e8: per questo, la pelle va pulita con latte detergente specifico. La zona del pannolino esposta al contatto con feci e pip\u00ec va lavata per forza con acqua: quindi, andr\u00e0 spalmato anche qui, come sul cuoio capelluto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crosta lattea colpisce il 3-4% dei bambini e fa la sua comparsa a circa 30-40 giorni dalla nascita. 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