{"id":722,"date":"2018-04-28T08:00:54","date_gmt":"2018-04-28T07:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/farmaciabottasso.com\/blog\/?p=722"},"modified":"2019-11-04T15:16:18","modified_gmt":"2019-11-04T14:16:18","slug":"il-mio-bimbo-e-diventato-un-ribelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/farmaciabottasso.com\/blog\/2018\/04\/28\/il-mio-bimbo-e-diventato-un-ribelle\/","title":{"rendered":"\u201cIl mio bimbo \u00e8 diventato un ribelle?\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Si tratta di una domanda che molti genitori si pongono quando i loro figli raggiungono l\u2019et\u00e0 dei 2-3 anni. E\u2019 infatti il periodo in cui i bambini iniziano ad essere, agli occhi dei genitori, dei veri e propri ribelli. Sempre pi\u00f9 frequentemente le richieste dei genitori vengono disattese con grande determinazione e le regole stabilite vengono trasgredite. Il bambino o la bambina risponde sempre pi\u00f9 con un energico \u201cno!\u201d oppure \u201cIo!\u201d e soddisfa i propri desideri sempre pi\u00f9 autonomamente. E se il genitore si permette di contrariarlo \u00e8 pronto a fare delle vere e proprie \u201cscenate\u201d, e naturalmente nei luoghi e nei momenti meno indicati! Un genitore di fronte a \u201cno\u201d decisi e insistenti di un bambino di soli 2 o 3 anni pu\u00f2 pensare: \u201cil mio bimbo non \u00e8 mai stato cos\u00ec, non \u00e8 normale, cosa sto sbagliando?\u201d. Un genitore pu\u00f2 sentirsi disorientato se fino ad allora aveva sentito grande complicit\u00e0 e disponibilit\u00e0 del proprio figlio nel rispettare le richieste e le regole genitoriali. Oppure pu\u00f2 sentirsi scocciato o arrabbiato soprattutto se interpreta tali rifiuti o provocazioni come una sfida, un vero e proprio affronto al proprio ruolo di genitore. Se per di pi\u00f9 ha la sensazione di non riuscire a farsi rispettare dal proprio bambino e a gestire i suoi comportamenti provocatori e \u201cribelli\u201d, pu\u00f2 sentirsi davvero impotente e preoccupato per il futuro.<br \/>\nTali emozioni riflettono una difficolt\u00e0 nello svolgere un\u2019importante funzione genitoriale che \u00e8 la funzione normativa che consiste nella capacit\u00e0 di dare ai propri figli dei limiti, una struttura di riferimento, una cornice coerente in cui poter sviluppare la propria persona.<br \/>\nI genitori che provano le emozioni sopra indicate, tendono a reagire in modo disfunzionale. Due sono le principali modalit\u00e0, tra loro opposte.<br \/>\nLa prima consiste nell\u2019abdicare al proprio ruolo genitoriale rinunciando all\u2019idea di dare delle regole e di ottenere dal proprio bambino il rispetto delle stesse. Viene lasciata la totale libert\u00e0 di fare quello che il bambino desidera senza contrariarlo mai. \u201cIl mio bimbo vuole decidere, non va contrariato\u201d potrebbe essere il pensiero alla base.<br \/>\nLa seconda consiste nell\u2019irrigidire il proprio ruolo genitoriale esasperando la funzione normativa. Pu\u00f2 capitare a molti genitori di diventare ostili. Al \u201cno\u201d o alla trasgressione del bambino il genitore reagisce con rabbia sgridandolo e punendolo.<br \/>\nPer esercitare la propria funzione normativa con equilibrio garantendo al proprio figlio una crescita sana e serena e a se stessi una maggiore serenit\u00e0 nell\u2019essere genitori, \u00e8 necessario essere consapevoli dei compiti evolutivi di quella determinata et\u00e0.<br \/>\nI frequenti \u201cno!\u201d, i rifiuti, e le trasgressioni che si intensificano verso i 2-3 anni, sono comportamenti che fanno parte di una fondamentale tappa evolutiva che porta alla costruzione di un\u2019identit\u00e0 psicologica.<br \/>\nCostruirsi un\u2019identit\u00e0 psicologica significa percepirsi un\u2019entit\u00e0 unica, diversa da altri, con pensieri ed emozioni propri. E\u2019 un processo che inizia nel corso del primo anno di vita e che continua fino all\u2019adolescenza e dovrebbe terminare con l\u2019et\u00e0 adulta.<br \/>\nQuesti comportamenti ribelli solitamente fanno parte di una fase passeggera che va assecondata alternando momenti in cui si permette al bambino di esercitare quel potere appena scoperto, a momenti in cui, invece, si mettono dei confini attraverso il proprio ruolo genitoriale.<br \/>\nPi\u00f9 il genitore riesce a portare pazienza e ad assumere un atteggiamento flessibile, pi\u00f9 questa fase provocatoria diminuir\u00e0 di intensit\u00e0 e lascer\u00e0 spazio ad un &#8220;Io&#8221; forte e sicuro. La conseguenza evolutiva sar\u00e0 che il bambino svilupper\u00e0 una buona consapevolezza di se stesso che gli permetter\u00e0 di saper scegliere di sapersi adeguare con equilibrio alle regole della vita sociale.<br \/>\nE\u2019 consigliabile, quando \u00e8 possibile, lasciare al bambino la possibilit\u00e0 di sperimentarsi complimentandosi con lui per l\u2019autonomia raggiunta, senza esagerare, e dire ad esempio: \u201cBravo, sei riuscito a fare da solo!\u201d.Oppure, quando \u00e8 possibile posticipare la richiesta, si pu\u00f2 dire: \u201cOra non vuoi? Va bene, lo fai dopo\u201d. L\u2019importante \u00e8 per\u00f2 fare in modo che la propria richiesta venga poi eseguita. Oppure si pu\u00f2 dire: \u201cLo facciamo insieme, la mamma ti aiuta\u201d.<br \/>\nQuando intuite una particolare intenzione del bambino assecondatela se potete, ovviamente se non pericolosa per s\u00e9 e per gli altri.<br \/>\nQuando non \u00e8 possibile fare una determinata attivit\u00e0 si pu\u00f2 tranquillamente dirglielo, ma nello stesso tempo riconoscendo la sua volont\u00e0; ad esempio: \u201cTu vuoi giocare con la palla, ma adesso non si pu\u00f2\u201d. Il bimbo, anche se ha 2-3 anni e non parla ancora molto bene, comprende brevi frasi e intuisce benissimo la vostra fermezza o la vostra insicurezza. Il tono della voce non deve essere ostile e sembrare un rimprovero, ma deve comunicare empatia, cio\u00e8 comprensione per il suo desiderio.<br \/>\nQuando, invece, il bimbo esagera e non sa pi\u00f9 controllare le sue scenate, \u00e8 importante dimostrarsi sicuri e determinati nel dare un contenimento. Il bambino ha bisogno anche di questo. Anche in questo caso il tono di voce deve essere sicuro e determinato ma non ostile o arrabbiato.<br \/>\nSe nel proprio stile educativo vengono contemplate le punizioni \u00e8 importante ricordare che esse non hanno l\u2019obiettivo di umiliare il bambino, ma quello di dare la possibilit\u00e0 di riparare ai comportamenti scorretti in modo da alleviare il senso di colpa conseguente. Importante, inoltre, la coerenza tra ci\u00f2 che si preannuncia al bambino e ci\u00f2 che poi si fa.<br \/>\nSe il bambino reagisce male alle vostre limitazioni provate a riflettere sulla modalit\u00e0 in cui le avete proposte; forse siete stati un po\u2019 ostili o arrabbiati e, quindi, si \u00e8 sentito ferito. Tali reazioni sono comprensibili e, quindi, cercate di accoglierle e di essere comprensivi con lui. Ci\u00f2 non toglie che voi dobbiate continuare ad essere coerente con le vostre decisioni.<br \/>\nQuando le reazioni sono molto intense, a vostro parere esagerate, e non si placano con il tempo, \u00e8 consigliabile consultare uno psicologo per trovare le strategie giuste adatte alla capacit\u00e0 del bambino di tollerare la frustrazione.<br \/>\nLe strategie sopra indicate sono importanti per riconoscere al bambino il suo bisogno di differenziarsi con serenit\u00e0 e, nello stesso tempo, per esercitare la propria autorevolezza di genitore senza lotte di potere inutili.<br \/>\nL\u2019atteggiamento giusto sta, quindi, nel trovare un equilibrio tra le esigenze di crescita del bambino e le scelte educative del genitore.<br \/>\nIn pratica, un continuo allenamento sul campo che deve avere come obiettivo la costruzione di una relazione forte ed emotivamente ricca. Questo importante lavoro da \u201cequilibristi\u201d vi torner\u00e0 molto utile quando questa fase psicologica di separazione e individuazione si ripresenter\u00e0 con tutta la sua forza e turbolenza durante l\u2019adolescenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si tratta di una domanda che molti genitori si pongono quando i loro figli raggiungono l\u2019et\u00e0 dei 2-3 anni. E\u2019 infatti il periodo in cui i bambini iniziano ad essere, agli occhi dei genitori, dei veri e propri ribelli. 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