Che cos’hanno in comune la birra e la menopausa? Il luppolo, che conferisce il classico gusto amaro alla birra, viene utilizzato anche per le sue proprietà antibatteriche e antiossidanti. Parte della famiglia delle Cannabaceae, questa pianta a fiore è sfruttata anche per i disturbi del ciclo mestruale, del sonno e, grazie alla forte concentrazione di fitoestrogeni, riduce i sintomi legati ai disturbi della menopausa. I primi a notare l’effetto rasserenante e benefico del luppolo sono stati i coltivatori, al punto che si cominciarono a produrre dei cuscini con un’imbottitura a base di luppolo per favorire il riposo.
Uno studio iraniano condotto su un campione di 120 donne affette da disturbi della menopausa ha sperimentato l’assunzione per 12 settimane di luppolo o placebo. Nel gruppo trattato con il luppolo si è notata una riduzione consistente del numero delle vampate di calore e degli altri sintomi legati alla menopausa.
Che cos’è e come si presenta
Il 18 ottobre è la giornata mondiale della menopausa, considerata naturalmente non come malattia, ma in quanto momento fisiologico della vita della donna che coincide con il termine della sua fertilità. Una donna è ritenuta in menopausa quando sono trascorsi 12 mesi dall’ultima mestruazione. In genere si verifica tra i 45 e i 55 anni di età, ma non sono rare menopause precoci e tardive. Già alcuni mesi prima della cessazione delle mestruazioni si osservano alterazioni del ciclo mestruale (mestruazioni ravvicinate e abbondanti oppure più distanziate tra di loro). La menopausa si verifica a seguito della cessazione di produzione, da parte delle ovaie, degli ormoni riproduttivi (estrogeni).
La diminuzione degli estrogeni può provocare alcuni sintomi e disturbi. La fluttuazione prima e il calo poi dei livelli degli estrogeni sono infatti responsabili di diverse modificazioni fisiche e psichiche. Oltre alle alterazione legate al ciclo mestruale i primi sintomi correlati all’insorgere della menopausa sono:
- vampate;
- sudorazioni improvvise;
- tachicardia;
- insonnia;
- repentini cambiamenti d’umore;
- ansia;
- depressione;
- modificazioni della libido;
- difficoltà alla concentrazione.
Gli estrogeni sono anche responsabili della diminuzione di produzione di collagene – che fa sì che il volto perda tono ed elasticità e la pelle sia più secca – e dell’aumento del peso corporeo, che si verifica in misura variabile in tutte le donne in menopausa e rappresenta un problema in più del 50% delle ultracinquantenni.
Una delle delle conseguenze più importanti del calo degli estrogeni è l’aumento del rischio cardiovascolare (infarto cardiaco, ictus cerebrale, ipertensione) e delle patologie osteoarticolari, in particolare l’aumento dell’incidenza dell’osteoporosi.
Fino alla menopausa, infatti, le donne generalmente hanno un rischio cardiovascolare inferiore a quello degli uomini perché gli estrogeni prodotti dalle ovaie garantiscono una minore quantità di colesterolo nel sangue. È dunque bene non sottovalutare mai i disturbi legati alla menopausa: è assolutamente possibile vivere questo cambiamento con consapevolezza e serenità.
Come preparare il corpo e la mente
È importante prendersi più cura di se stesse, informarsi su tutte le soluzioni possibili per gestire i sintomi e seguire poche semplici regole come adottare uno stile di vita più sano, migliorare la propria alimentazione e praticare regolarmente attività fisica. Tra i trattamenti possibili, esistono terapie ormonali sostitutive per le quali è opportuno consultare il proprio medico o ginecologo.
Si può anche optare per per un approccio più naturale come ad esempio l’assunzione di estratti naturali che possono alleviare la sintomatologia tipica della menopausa. Tra le soluzioni naturali troviamo appunto il luppolo che contiene un flavonoide (8-prenilnaringenina) classificato come fitoestrogeno che imita l’attività dell’ormone estrogeno femminile e aiuta ad aumentare l’attività estrogenica. Altri estratti vegetali ricchi di fitoestrogeni sono la soia e il trifoglio rosso. L’attività del luppolo risulta ancora più efficace se associato ad altre piante come il biancospino che con la sua azione sedativa, antispasmodica e ipotensiva contrasta la sintomatologia dell’insonnia, le palpitazioni e l’irritabilità.





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