Perchè diciamo le bugie?
Che sia per cortesia, per indorare la pillola, per discolparci o per esaltare le nostre virtù.. siamo sinceri (e potrebbe sembrare una battuta!!): tutti mentiamo, ogni giorno, più volte al giorno.. ad amici, familiari, conoscenti.. persino a noi stessi!
Fin dalla tenera età, siamo immersi in un mondo di bugie che, se ci pensiamo, è paradossale. Da un lato, noi adulti creiamo intelligentemente delle leggende fittizie nella mente dei bambini: Babbo Natale, la Befana, la cicogna, il topolino dei denti.. Dall’altro, ci preoccupiamo di insegnare loro che non dobbiamo mentire: numerosi racconti della nostra infanzia, come Pierino e il lupo o Pinocchio, sviluppano in noi, in modo profondo e inconsapevole, un senso di colpa nel mentire.
Tendiamo a considerare che mentire sia un discorso contrario alla verità, con l’intenzione di ingannare l’altro volontariamente.
Ma c’è una varietà di ragioni per mentire, per nascondere la verità, ed una scala, abbastanza ampia, di menzogne accettabili. Tecnicamente, dal punto di vista della comunicazione, possiamo definire la bugia come la proiezione verbale di una immagine della realtà, consapevolmente alterata al fine di condizionare la risposta cognitiva, emotiva e comportamentale degli altri. Tale immagine può essere completamente inventata, oppure elaborata attraverso i ben noti processi di generalizzazione, cancellazione e distorsione dei fatti, ed è quindi un’azione comunicativa complessa, che implica un notevole impegno mentale, emotivo, relazionale e sociale!
Bugie Bianche: L’empatia dietro le menzogne altruistiche
Dall’Università di Harvard ci arriva un dato curioso: si tende a mentire meno quando è mattina e di più quando si avvicina la sera, la qual cosa è curiosa, perché dire bugie implica un notevole sforzo cognitivo. È un compito che dovrebbe risultare più gravoso quando si è più stanchi, anche se in effetti anche l’autocontrollo si affatica a mano a mano che affronta i compiti della giornata: ecco che quindi pomeriggio e sera siamo più bugiardi! Se non vogliamo mentire a noi stessi, dobbiamo riconoscere che di alcune bugie a volte non possiamo proprio fare a meno, e ci permettono di “sopravvivere” in situazioni particolarmente difficili o imbarazzanti. Le buone maniere non implicano forse, spesso e volentieri, delle piccole bugie?!
Sarà sicuramente capitato a molti di noi di incontrare una vecchia conoscenza, pensare che il tempo non sia stato nel suo caso così clemente e aver però optato per un ‘’ti trovo bene!’’.. possiamo definirla in questo caso una bugia sociale.. così come ogni volta che fingiamo entusiasmo davanti ad un regalo che proprio non ci piace.. Si dice poi che “Non fa niente” sia la seconda più grande bugia dopo “sto bene”.. ma spesso mente anche chi chiede ‘’come stai’’ senza essere realmente interessato alla risposta.. Per non parlare del ‘’che piacere vederti’’, o ‘’sto arrivando’’ degli eterni ritardatari.. Sono piccole bugie di cortesia.. come segno di educazione mirate a fluidificare la vita sociale e a salvaguardare i rapporti interpersonali. Le bugie sono utilizzate anche a fini educativi, per rinforzare attitudini e comportamenti virtuosi, come uno scarabocchio di nostro figlio a cui diciamo ‘’ ma che bel disegno’’ , o per reprimere, chiamando in causa l’Uomo Nero che arriva se non si sta buoni.
Bugie altruistiche e vanitose: L’empatia e la vanità dietro le menzogne
A volte le nostre bugie sono finalizzate a proteggere.. Nel film ‘’La vita è bella’’, Roberto Benigni, nei panni di Guido, nasconde la realtà di un campo di concentramento a suo figlio, facendogli credere di essere in un gioco in cui si può vincere un carro armato: mente per proteggerlo dalla realtà dell’olocausto. A volte quindi si sceglie di trasformare la realtà, o di romanzarla almeno un po’, proprio per proteggere le persone più vulnerabili, come i bambini e gli anziani.. come atto di amore. Quando si tratta di bugie dettate dall’empatia, dal desiderio di non offendere, di compiacere o di proteggere, sono bugie bianche, e sono, in sostanza, altruistiche, per molti versi socialmente accettabili e addirittura, almeno nel breve termine, benefiche.
In altri casi le bugie costituiscono distorsioni della realtà per nascondere lati della nostra personalità che preferiamo non far trapelare, o per apparire più attraenti agli occhi degli altri, e ai nostri. Questo succede soprattutto sui Social dove si mente per avere attenzione e consenso e dove l’approvazione si misura a suon di like e condivisioni, che ogni volta ci procurano un’ondata di dopamina! Per poter riscuotere consensi, si condivide solo ciò che può attirare, incuriosire o ciò che verrebbe approvato: si tende a voler apparire sempre felici, attivi e performanti, scegliendo le foto più lusinghiere e alterando un po’ i contenuti per mostrare una vita interessante. A volte si mente anche sui propri interessi, sui libri letti, sui film visti, per apparire magari più intelligenti, colti e informati. Dette per attirare l’attenzione su di sé e gratificare narcisisticamente sè stessi.. queste sono bugie vanitose: sono frequenti e anche queste vengono considerate socialmente accettabili. Si comincia a mentire intorno ai due o tre anni, e alcuni ricercatori sostengono che sia un segno di intelligenza precoce: vuol dire che i piccoli stanno cominciando a costruirsi quella che gli psicologi cognitivisti chiamano una “teoria della mente”, ovvero provano a immaginare quello che gli adulti credono e vogliono, e mettono in atto strategie finalizzate a migliorare le relazioni con loro e a guadagnarsi la loro approvazione. Nei bambini poi c’è una fase in cui le bugie sono necessarie perché aiutano a crescere: tramite la bugia, si costruiscono un spazio tutto loro per rafforzare la loro identità e procedere alla scoperta del mondo. Possiamo definirle in questo caso bugie evolutive.
Perchè diciamo le bugie? Proteggere e apparire
Ci sono poi bugie antisociali, mirate a ingannare, truffare, manipolare, disinformare, calunniare.. Sono bugie intese a ottenere un vantaggio materiale o immateriale ai danni di qualcuno, o di molti, e sono definite bugie nere. La maggior parte di noi per fortuna si astiene dal dirle, ma chi le dice lo fa perché si sente superiore e inattaccabile, crede di aver poche possibilità di essere scoperto e si aspetta che la sua menzogna gli procuri un vantaggio consistente. La strada delle bugie nere è però scivolosa: quando si comincia è facile precipitare sempre più giù, e smettere sembra impossibile.
Infine, ci sono le bugie blu, che vanno a favore sia di chi le dice sia della sua sfera di appartenenza, e hanno l’obiettivo di accrescere l’identità di un gruppo, ovviamente a scapito di altri. Per esempio, si può mentire su una scorrettezza commessa dalla squadra in cui si gioca, che è una cosa antisociale, ma aiuta la propria squadra. Possiamo dire che una bugia blu renda chi la dice altruista ed egoista allo stesso tempo.
Chi sostiene di non aver mai detto una bugia in vita sua.. sta, con ogni probabilità, mentendo! Anche se mentire ci fa sentire in colpa, possiamo rimanere coerenti nel farlo dal momento in cui ci interroghiamo sull’uso “buono” e sano della menzogna. Ricordiamoci però che, oltre ad avere le gambe corte, ad essere come valanghe, che più rotolano e più si ingrossano, e a farci allungare il naso.. tutte le bugie, anche le più innocenti, a lungo andare, disincentivano il confronto, il cambiamento e la crescita, e riducono la fiducia nelle relazioni che, se sane e autentiche, non dovrebbero aver troppo bisogno di bugie.
Carla Tosco
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