Gutta cavat lapidem – Lucrezio.
C’è un’antica saggezza che ci insegna che la goccia che scava la pietra lo fa non con la forza, ma con la costanza… una metafora intrisa di profonde lezioni di persistenza: perseverare e sostenere con pazienza il nostro impegno quotidiano ci porta a confidare con consapevolezza, e senza fretta, nella trasformazione graduale ma duratura che possiamo portare nella nostra vita.
La pazienza, che oggi ci sembra forse quasi addirittura fuori moda, nel fragore della vita quotidiana, emerge in realtà come una virtù straordinaria, ben lontana dall’essere passiva, bensì una forza attiva che ci permette di tollerare ritardi e di non scoraggiarci nei momenti di difficoltà, che abbraccia la capacità di mantenere la calma di fronte all’incertezza e alle sfidee e di rimanere concentrati sui risultati a lungo termine. La pazienza è potere, come scriveva Honorè de Balzac, celebre scrittore francese del XIX secolo: “Ogni potere umano è composto di tempo e di pazienza”. E non coincide affatto con un atteggiamento remissivo e rassegnato e nemmeno esprime una vocazione alla mediocrità o all’essere docili: la pazienza è una scelta consapevole!
Viviamo in tempi accelerati e vogliamo ottenere qualsiasi cosa subito: cerchiamo gratificazioni istantanee, soluzioni e risultati immediati. E l’urgenza di ottenere gratificazioni, soluzioni e risultati… ci porta da un lato a trascurare la qualità di quello che otteniamo e, dall’altro, ad esaurire subito anche la soddisfazione per quanto abbiamo ottenuto. Vogliamo tutto subito, come se non ci fosse un domani, ed ecco allora che forse il maggior dono dell’essere pazienti, più ancora della calma e dell’evitare errori dovuti alla fretta o alla superficialità, è proprio quello di prendere in considerazione il domani e, quindi, di guardare al futuro, di darci obiettivi a lungo termine e di lasciarci il tempo per conseguirli.
Il Potere della Pazienza
La pazienza, d’altra parte, ha radici profonde nelle nostre neurotrasmissioni. Un elemento chiave è rappresentato dalla serotonina, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell’umore e nella gestione dello stress: livelli adeguati di serotonina sono associati ad una maggiore capacità di pazienza, la quale, neuroscientificamente parlando, sembra modulare l’interazione fra l’amigdala, regione chiave per le risposte emotive, e la corteccia prefrontale, coinvolta nei processi decisionali, permettendoci così di prendere decisioni più ponderate e meno influenzate da quell’impulsività, che potrebbe minare i nostri percorsi.
La scienza suggerisce che la pazienza è strettamente legata al benessere psicologico, al grado di apertura mentale, all’autocontrollo. Chi è paziente mostra una straordinaria resilienza nei momenti difficili, affronta le avversità con calma, consapevole che il tempo è un alleato prezioso nella risoluzione delle sfide e che l’attesa può rivelare prospettive nuove e preziose, ed è un maestro nell’arte dell’empatia: attraverso la capacità di attendere e ascoltare senza fretta, dimostra una comprensione profonda delle emozioni altrui.
Le Relazioni e la Pazienza
Le relazioni prosperano sulla pazienza! Nell’alfabeto degli affetti ci sono parole necessarie e molto utili per le relazioni, ma che possono risultare poco allettanti: la pazienza, che spesso viene associata a condizioni “pesanti” come fatica, noia, ripetitività, lentezza, passività, è una di queste. Eppure, se pensiamo a ciò che nella vita affettiva spesso ci salva è proprio la pazienza, unita a una buona dose di leggerezza e di buonumore. La capacità di ascoltare attentamente, comprendere le prospettive altrui e tollerare le differenze contribuisce a relazioni interpersonali più sane e soddisfacenti, orientate ad una comunicazione aperta ed alla risoluzione pacifica dei conflitti.
La pazienza può essere un prezioso alleato anche nel mondo del lavoro: affrontare progetti complessi, gestire le sfide quotidiane e navigare attraverso le dinamiche di squadra richiedono una pazienza che trascende l’impazienza delle scadenze e delle pressioni quotidiane. Chi è impaziente, poi, rischia di diventare facilmente un procrastinatore cronico: non avendo la pazienza necessaria per portare a termine le attività che richiedono molto tempo, tende a posticiparle, nel lavoro come nella vita di tutti i giorni.
La pazienza è necessaria anche alla creatività! Isaac Newton diceva: “Se ho fatto scoperte importanti è stato più grazie alla paziente attenzione che a qualunque altro talento”. La creatività spesso coinvolge l’esplorazione di nuove idee e approcci, il che può comportare un certo grado di incertezza e ambiguità: essere pazienti permette di tollerare e gestire meglio questa incertezza, consentendo la perseveranza attraverso le fasi del processo creativo. Prendersi il tempo per meditare sulle idee, sperimentare lentamente e contemplare le varie possibilità può portare a soluzioni più originali.
Probabilmente di tanto in tanto capita a tutti di essere impazienti. Magari ci scappa la pazienza con i nostri figli quando la mattina sono lenti nel prepararsi, o con i genitori anziani, che si fanno ripetere più volte le cose, o quando siamo di fretta e non riusciamo ad aspettare l’ascensore senza premere continuamente il bottone, o quando il nostro interlocutore fatica ad arrivare al dunque e ci viene da concludere velocemente la conversazione, per non parlare di quando ci troviamo in mezzo al traffico! Ma quando perdere la pazienza diventa un’abitudine quotidiana le conseguenze possono essere nocive. In primo luogo all’impazienza si possono ricondurre frustrazione, irritazione, ansia e anche rabbia, stati d’animo capaci di elevare il livello di stress, il che a sua volta può nuocere alla salute. L’impazienza può rappresentare un fattore di rischio per l’ipertensione persino fra gli adulti più giovani, oltre ad essere alla radice anche di altri problemi, fra cui l’obesità: una persona poco paziente tende a dedicare meno tempo alla preparazione del cibo e a mangiare in modo più compulsivo e meno ordinato, consumando grandi quantità di cibo in meno tempo. L’impazienza può anche favorire la comparsa di segni dell’invecchiamento in età precoce, comporta l’aumento del battito cardiaco, fa in modo che venga prodotta più adrenalina e determina un abbassamento delle difese immunitarie.
Apprendimento della Pazienza
Spesso si pensa che attitudini come l’essere più o meno pazienti siano fatti caratteriali e costituzionali mentre anche la pazienza, come tante altre capacità umane, può essere insegnata e venire appresa, fin da quando si è bambini: è dimostrato che i bambini che imparano a essere pazienti hanno minori difficoltà scolastiche, avranno maggiore autocontrollo da adulti ed una vita più sana, piena e soddisfacente. La pazienza si impara e va esercitata, giorno dopo giorno, fino a renderla parte del nostro modo di essere. Ci richiede di “stare” sulle cose e questo impedisce che sfuggano via senza lasciare traccia, ecco perchè chi è paziente immagazzina ricordi più di chi non lo è: andare più lenti e ripetere gesti e parole permette di vedere, sentire e gustare una grande quantità di cose che in altro modo non potremmo né vedere, né sentire, né gustare. Chi è paziente diventa quindi più capace di godere della vita e anche di essere più accogliente, generoso, allegro e vitale. In un mondo che spesso corre, imparare a camminare con pazienza può essere la chiave per una vita, oltre che più in salute, anche più appagante e significativa, per se stessi e per gli altri, scoprendo la magia che si cela dietro l’incessante goccia che scava la pietra.
Carla Tosco
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