Alzi la mano chi non ha mai pronunciato, almeno una volta nella vita, quelle famose parole: “Mi metto a dieta’’! E’ un rito comune, spesso intrapreso con estrema convinzione, grande entusiasmo e tanta determinazione: un impegno epico, mirato al raggiungimento di una versione migliore di noi stessi, che il più delle volte però si traduce in una serie di alti e bassi, di tentativi e fallimenti, e magari con la beffa che, nonostante gli sforzi, il risultato sia solo transitorio e quasi sempre poi deludente nel lungo periodo, con ripercussioni negative per la salute e per la nostra autostima.
Dieta sostenibile: tra aspirazioni e realtà evolutive
Il concetto di dieta come spesso viene inteso nella cultura moderna può essere considerato antievoluzionistico, in quanto va contro alcuni dei meccanismi evolutivi che hanno contribuito alla sopravvivenza della nostra specie: siamo programmati per affrontare la scarsità di cibo, non la sua abbondanza, ed una dieta restrittiva può attivare meccanismi di difesa, portando a rallentamenti metabolici che rendono difficile mantenere la perdita di peso a lungo termine, segnali di fame incontrollabili con conseguenti comportamenti alimentari disfunzionali, e la conservazione delle riserve di grasso. Oltre al fatto che la fame stessa è un segnale evolutivo, che ha guidato i nostri antenati a cercare cibo per sopravvivere e per evitare importanti carenze nutrizionali che avrebbero compromesso il loro stato di salute.
Rischi e illusioni delle diete rigide: oltre il blocco metabolico
Le diete, spesso, pongono un’enfasi eccessiva sulla restrizione calorica e sull’esclusione di interi gruppi alimentari, approccio che può indurre il cosiddetto blocco metabolico, che descrive una fase di stato stazionario definito dalla scienza “steady-state”: come se il nostro organismo si abituasse alla restrizione calorica, attivando, per precauzione, una sorta di modalità di risparmio energetico e, di conseguenza, bloccando poi di fatto il processo di dimagrimento. Una dieta estremamente bassa in calorie, e magari con la totale esclusione dei carboidrati, sebbene all’inizio sembri miracolosa e con risultati immediati in termini di riduzione del peso, si verifica una deplezione della massa grassa a livelli non più fisiologici con conseguente diminuzione della produzione di leptina, l’ormone della sazietà: il senso di fame aumenta; si ha una maggiore secrezione di cortisolo, l’ormone dello stress, che oltre a ripercuotersi sul nostro umore comporta anche un peggioramento del sonno, in termini di quantità e di qualità; potenzialmente si riduce la produzione di ormoni tiroidei, i più efficienti regolatori della velocità con cui produciamo energia.
Le diete rigide possono poi anche scatenare una relazione problematica con il cibo: l’imposizione di regole severe può portare a episodi di alimentazione emotiva e ad una sensazione di colpa quando si “sgarra”. Molte diete popolari, basate su strategie drastiche, promettono risultati rapidi ma che spesso comportano perdite di peso temporanee, basate principalmente sulla perdita di acqua e massa muscolare, anziché sulla riduzione di grasso corporeo, con il forte rischio che, una volta che si riprende il normale regime alimentare, il peso ritorni esattamente come prima, ma la percentuale di grasso persa durante una dieta drastica e veloce sarà di certo inferiore a quella che si andrà ad accumulare nella fase di recupero del peso, a svantaggio della nostra composizione corporea.
Ed ecco che se dopo un eroico tentativo di iniziare una dieta nella speranza di raggiungere il peso desiderato, abbracciando l’illusione di una soluzione miracolosa, ci ritroviamo a piangerci addosso sconsolati sostenendo che ‘’la dieta non funziona’’, dietro questa amara delusione spesso c’è una ragione legata a strategie non sostenibili, alla mancanza di considerazione per la nostra salute mentale e al miraggio di risultati immediati: non abbiamo approfondito le nostre reali esigenze e non abbiamo cercato di capire fino in fondo come funzionano il nostro corpo e la nostra mente!
Oltre la dieta: l’importanza di motivazione, sostenibilità e benessere integrato
La chiave per un cambiamento efficace e duraturo sta nella sostenibilità e nella motivazione!
Non si tratta solo di perdere peso, ma di coltivare uno stile di vita che si possa mantenere nel tempo, e la sostenibilità è intrinsecamente legata alla motivazione, che è il motore che alimenta il successo di un qualsiasi percorso si voglia intraprendere, che funge da collante nel mantenere l’impegno a lungo termine e che permette di superare le sfide quotidiane e di perseverare quando i risultati non sono immediati. Senza una motivazione robusta, è più probabile cedere alle tentazioni e abbandonare gli sforzi! La motivazione aiuta a stabilire obiettivi chiari e personalizzati e, quando si comprende il motivo alla base della scelta di un percorso, diventa più facile fissare traguardi specifici e misurabili.
La teoria della piramide di Maslow, proposta da Abraham Maslow, offre un affascinante approccio alla comprensione della motivazione umana: pone le nostre diverse esigenze in ordine di importanza, delineando un percorso che ci guida nella ricerca del benessere e della realizzazione personale. Il fondamento della piramide è costituito dalle esigenze fisiologiche fondamentali, come cibo, acqua, sonno e riproduzione, e la motivazione a questo livello è innata e riguarda la sopravvivenza: senza soddisfare queste necessità di base, la motivazione a livelli superiori è difficile da raggiungere. Dopo aver soddisfatto le esigenze fisiologiche, la motivazione si sposta verso il bisogno di sicurezza e stabilità e successivamente si estende al bisogno di appartenenza e di relazioni sociali: siamo spinti a stabilire connessioni significative e a sentirci parte di una comunità, valorizzati e riconosciuti. Il livello più alto della piramide rappresenta l’autorealizzazione, dove ognuno di noi cerca di raggiungere il massimo del proprio potenziale: la motivazione in questo stadio è intrinseca e orientata verso la crescita personale. La piramide di Maslow rappresenta un invito a riflettere sulle nostre esigenze più profonde e ad aspirare ad una vita che abbracci il benessere a tutti i livelli: ci rivela come il successo di un cambiamento nel nostro stile di vita vada oltre la semplice restrizione calorica e come non possa prescindere da un approccio integrato che abbracci la nutrizione, l’attività fisica e la salute mentale partendo da una base motivazionale solida e consapevole.
Una dieta sostenibile ed equilibrata che fornisca tutti i nutrienti essenziali è fondamentale per il funzionamento ottimale del nostro corpo, e comprendere la relazione tra mente e cibo è cruciale: la psicologia alimentare esplora le motivazioni dietro le scelte alimentari e aiuta a sviluppare una sana relazione con il cibo. Unire l’attività fisica alla routine quotidiana, scegliendo forme di esercizio che siano per noi piacevoli e adatte alle nostre esigenze, contribuisce al benessere fisico e mentale. In un mondo che spesso misura la vita in anni, concentrarsi invece sulla qualità degli anni che stiamo vivendo può trasformare radicalmente la nostra esistenza, e non è mai tardi per cominciare. L’armonia tra nutrizione, psicologia e attività fisica è sicuramente il segreto di una dieta di successo, ma non solo: quando questi elementi lavorano in sinergia si crea un circolo virtuoso che ci permette di affrontare la vita con più energia, vitalità e positività… perché, come diceva Abraham Lincoln, “non sono gli anni della tua vita che contano ma la vita nei tuoi anni’’. E se ci manteniamo in una condizione di salute e di benessere, vivremo sicuramente anche più a lungo!
Carla Tosco
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