Primavera: tra Romanticismo e Rinnovamento, come affrontare i cambiamenti stagionali e mantenere l’equilibrio
E’ arrivata la primavera e la natura si risveglia in un’esplosione di colori e profumi, portando con sé, con i suoi prati punteggiati di fiori e il dolce canto degli uccellini, un’atmosfera di innegabile romanticismo ma anche di rinnovamento: sembra davvero ci sia qualcosa nell’aria, non soltanto polline! Più ore di luce, le finestre aperte, le grandi pulizie, gli armadi sottosopra, e a volte non solo gli armadi: si può manifestare una sorta di vero e proprio tormento stagionale, con effetti sia positivi sia negativi, dagli sbalzi d’umore alla maggiore energia, dall’entusiasmo per l’allungamento delle giornate alle sensazioni di ansia. Molti aspetti della nostra vita quotidiana sono governati da modelli stagionali e dai ritmi circadiani, dal nostro cosiddetto orologio biologico interno, e la scienza ha verificato che i ritmi stagionali sono effettivamente in grado di influenzare i complessi processi del sistema neuro-endocrino-immunologico che a loro volta impattano sulla nostra psiche e sul nostro stato d’animo.
L’organismo in primavera si trova travolto da cambiamenti improvvisi, in particolare dalle frequenti variazioni della temperatura che caratterizzano questa stagione, con la conseguente comparsa di tutta una serie di sintomi che sono, in parte, del tutto fisiologici, in quanto si ripresentano ciclicamente, ogni anno, ed il nostro organismo è “progettato” per affrontarli ed adattarsi: si tratta solo di qualche giorno, il tempo necessario perché l’organismo si abitui! La luce solare crea uno scompenso dell’equilibrio fra serotonina, ormone della felicità, la cui produzione aumenta, e cortisolo, ormone dello stress, che l’organismo fornisce per soddisfare l’aumentato bisogno di energia dopo la fine dell’inverno, con il risultato che coloro che sono più sensibili agli stimoli
climatici ne producono in eccesso sentendosi poi tesi e stanchi: ecco che possono comparire mal di testa, ansia, irrequietezza, eccessiva stanchezza, stress, nervosismo, difficoltà cognitive, insonnia, sonno disturbato, tensione, agitazione psicomotoria, apatia, depressione, sbalzi d’umore.
Navigare la complessità della primavera: tra energia rinata e sindrome da letargo
La cosiddetta “sindrome da letargo’’è caratterizzata da quella spossatezza svogliata che ci rende apatici e assonnati, non per nulla si dice “Aprile dolce dormire’’, ed è spiegata come una risposta fisiologica del nostro organismo per affrontare al meglio i cambi climatici in primavera. Eppure questa stagione riesce a scombussolare anche il nostro sonno, con la difficoltà ad addormentarsi,
con le veglie notturne e con i risvegli all’alba: l’aumento delle ore di luce, infatti, comporta un ritardo nella secrezione di melatonina, l’ormone del sonno, alterando il ritmo sonno-veglia invernale. Ed una diminuzione della qualità del sonno porta cali di attenzione, problemi di memoria, irritabilità… e la vita quotidiana ne risente.
La primavera dunque, seppur romantica e affascinante, non è una stagione così “leggera’’: è una fase di riorganizzazione, e, come tale, richiede sforzo, fisico e psicologico. In grado di suggestionare un nuovo inizio, sembra uno dei momenti in cui risultiamo particolarmente aperti al cambiamento, ed in molti casi questa spinta stagionale funziona, motiva, smuove potenzialità psichiche inaspettate. Ma l’energia naturale di questa stagione può anche scontrarsi con una pigrizia di fondo, può stressarci o non allinearsi con le nostre stagioni interiori, e farci sentire desincronizzati ed incapaci di stare al passo. La primavera poi, con l’allungarsi dei giorni, ci invita a ricalibrare il nostro impegno sociale, ad uscire di più in compagnia, ma non sempre siamo così
predisposti agli altri, possiamo sentirci inadeguati, anche da un punto di vista fisico. Interessanti studi hanno evidenziato come esista un’immagine corporea stagionale: l’idea che abbiamo del nostro corpo, e le insoddisfazioni ad esso legate, variano a seconda del periodo dell’anno.
Raggiungono il picco in estate, con la temuta “prova costume’’, ma iniziano ad emergere già in primavera, quando si inizia a vestirsi più leggeri, a scoprirsi di più, ( l’inverno in questo senso è più “protettivo’’!), ed ecco che ci ritroviamo a precipitarci con determinazione verso diete drastiche e sessioni di allenamento estenuanti.
La complessità psicologica di questa stagione ci fa capire che possono coesistere aspetti contrastanti e contraddittori nel modo in cui viviamo certe condizioni, che si può essere stimolati positivamente ed essere allo stesso tempo inquieti, che sentirsi giù non vuol dire non stare bene, che tristezza ed entusiasmo possono paradossalmente coesistere. E ci sta, è fisiologico e non dobbiamo preoccuparci per questo: tendiamo ad etichettare ogni turbamento come un malessere da contrastare, dal mal di primavera alla summer blues, dalla depressione invernale alla sindrome del Natale… Ma possiamo vivere il nostro personale mood del momento, con tutti i nostri sbalzi emotivi, con serenità, senza necessariamente sentirci fuori posto. Anche perché, per quando riguarda l’arrivo della primavera, dopo un primo periodo di adattamento, la situazione poi migliora e tendenzialmente ci sentiamo
tutti più energici, più positivi: grazie alla maggiore esposizione ai raggi di sole facciamo il pieno, oltre che di vitamina D, che favorisce il processo di mineralizzazione dell’osso, anche di endorfine, sostanze chimiche prodotte dal cervello e dotate di una potente attività analgesica ed eccitante.
Rigenerarsi con una Fuga Pasquale: esplorare nuove Terre per Rinascere con la Primavera
Per dare una spinta alla nostre endorfine, un’opzione potrebbe essere, visto che siamo a ridosso delle vacanze pasquali, quella di organizzare un viaggio dell’ultimo minuto, anche solo una gita fuori porta, per prenderci una pausa dalla routine quotidiana, rilassarci, e respirare aria nuova: dal trekking in quota, ad una città nuova da visitare o all’ozio di qualche giorno al mare, concedersi del tempo lontano dalle responsabilità può essere estremamente rigenerante per la mente e per il corpo.
Camminare in montagna può essere una grande risorsa per il nostro benessere psicofisico: oltre ai tanti effetti positivi sul sistema respiratorio, cardiovascolare, endocrino e muscolare, infatti, all’atto stesso di camminare sui sentieri di montagna sono connesse in modo specifico una diminuzione dello stress mentale e anche una maggiore capacità di focalizzarsi consapevolmente su sé stessi.
Andare all’estero è sempre un’esperienza che arricchisce: nuovi amici, nuove esperienze, nuove storie da raccontare. Secondo alcuni scienziati, nuovi suoni, odori, lingue, gusti, sensazioni e immagini attivano sinapsi diverse nel cervello e possono dare nuova energia alla mente!
Naturalmente, anche se un viaggio all’estero è il modo più facile per uscire dalla propria zona di comfort, non è necessario andare in un paese straniero per darci nuovi stimoli: a volte basta semplicemente un po’ di aria nuova! Chi in questo periodo sente maggiormente, a livello emotivo, il peso del cambio di stagione potrebbe concedersi una piccola vacanza che preveda riposo, un’attività fisica leggera come lunghe passeggiate al mare, magari unite ad elementi spirituali come lo yoga e la meditazione. Una vacanza, seppur breve e non necessariamente dall’altra parte del mondo, è un modo efficace per cambiare il ritmo della nostra esistenza, di esporre il cuore e la mente a nuove avventure, soprattutto se ci troviamo un po’ intrappolati in questa fase di transizione stagionale… un’opportunità per staccare la spina, costruirsi nuovi ricordi, darci nuove prospettive ed accogliere
con serenità questa stagione di cambiamento. Buona Pasqua e buona primavera a tutti!
Carla Tosco
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