ll periodo dello svezzamento è un periodo molto delicato e spesso impegnativo. La delicatezza e l’impegno non sono dovuti, per quanto lo si possa pensare, solamente al passaggio dal latte (materno oppure artificiale) al cibo “normale”. Infatti, ci sono ben altre componenti che rendono questa fase delicata e degna di tutte le attenzioni. In realtà, il bambino, così come l’uomo adulto, non ha solo l’esigenza di nutrimento fisico, ma, essendo un insieme inscindibile di mente, corpo e anima, richiede un nutrimento specifico per tutte queste sfere che lo compongono. Così lo svezzamento non coinvolge soltanto l’aspetto del cibo fisico, bensì anche quello dellamente e dell’anima. Il bambino così piccolo, non ha ancora naturalmente una mente razionale sviluppata, ma gli adulti che si occupano di lui e che occupano l’ambiente in cui lui vive, sì. Quindi, proprio in questo momento in cui il bambino inizia per la prima volta ad aprirsi al mondo, al nuovo, accettando che anche altri, oltre la propria madre, entrino in contatto con lui, è importante che i pensieri altrui e l’ambiente energetico circostante siano il più possibile puri ed elevati. In questo modo la sua infinita sensibilità non viene influenzata. Oltre all’alimentazione, non possiamo trascurare il fatto che in questo periodo il bambino inizia ad avere i suoi primi contatti consapevoli con l’esterno (soprattutto dai 9 mesi), a gattonare e poi a camminare. Un buon svezzamento da questo punto di vista prevede la protezione e il sostegno da parte della mamma, molto presente (per non mettere il bambino in pericolo) ma allo stesso tempo non invasiva (per consentirgli di fare le prime scoperte, le prime esperienze, di conoscere il mondo e di sperimentare il suo rapporto con esso). Inoltre non dimenticare…l’anima è la custode dei talenti e del progetto di vita di tuo figlio. Per darle onore sii presente, accogli tutti i suoi bisogni, aiutalo ad esprimere i sentimenti, non giudicarlo.
Infine non sottovalutare alcuni punti:
-Il distacco dal seno materno: accompagnalo dolcemente durante il distacco dal seno materno. Il distacco dal seno non può mai avvenire a partire da una decisione razionale della mamma, né dal sentito dire, né da alcuna influenza esterna. Il distacco deve essere lento e graduale e deve seguire il sentire della mamma e quello del bambino: se entrambi non sono pronti, se non c’è da parte di entrambi maturità affettiva da questo punto di vista, l’eliminazione repentina del contatto intimo con il seno potrebbe portare a scompensi affettivi nella relazione, che produrrebbero carenze dal punto di vista emotive in futuro. Un distacco armonico può avvenire seguendo il naturale bisogno del bambino di “autonomizzarsi” affettivamente e anche fisicamente dalla propria mamma per iniziare a scoprire l’esterno.
-Sostienilo mentre fa amicizia con il cucchiaino: questo è un aspetto molto significativo che è bene non passi inosservato. Tuo figlio ha conosciuto per almeno i primi 5 mesi circa della sua esistenza, esclusivamente la morbidezza e il calore del tuo capezzolo, ed ecco che si trova a ricevere un altro tipo di alimento, dal colore, sapore e consistenza diversi, per mezzo di uno “strumento” piuttosto duro e freddo: infondigli fiducia, rispettalo, dagli il tempo necessario, sostienilo con tutto il tuo amore. Se ti sente serena e si fida di te, si fiderà anche di quanto tu gli proponi e lo accetterà di buon grado.
-Prediligi alimenti vivi, vitali e naturali: “L’uomo è ciò che mangia”, se il cibo che doni a tuo figlio è fresco, pieno di energia, naturale, anche lui potrà crescere all’insegna del benessere e della vitalità. Dal 5°/6° mese puoi iniziare a inserire la frutta frullata, per esempio durante il pomeriggio, per “merenda”. Il suo gusto dolce è simile al latte e renderà più apprezzabile anche il cucchiaino. Dopo circa 15-20 giorni puoi iniziare ad introdurre la verdura passata (magari quella più dolce come la carota o le barbabietole rosse) a pranzo, insieme alleprime farine di cereali.
Dissetalo soltanto con acqua. Evita succhi e bevande zuccherate. Puoi eventualmente ricorrere alle tisane, qualora servano per un caso specifico e circoscritto nel tempo: per esempio la melissa in caso di tensione nervosa, mal di pancia, coliche.
Evita il più possibile l’utilizzo del sale. In verità non ne abbiamo bisogno: la frutta e la verdura fresche sono ricche di sali minerali e sono già di per sé molto gustose.Il sale altera precocemente il senso del gusto e con il tempo può causare, come sappiamo, problemi cardio-circolatori e di ipertensione precoce. È inoltre caustico e brucia i tessuti del corpo richiamando acqua (per questo abbiamo sete quando ne mangiamo tanto).
Abitualo a familiarizzare con tutti i colori, tutti i gusti e tutte le consistenze. Non mescolare troppi cibi insieme: assaporando un gusto alla volta, potrà meglio abituarsi a gradirli e sarà agevolato nello sviluppo completo del senso del gusto.
Evita sempre fin da subito lo zucchero bianco, un vero e proprio veleno per il corpo. Se hai proprio necessità di dolcificare puoi scegliere per esempio il miele, il malto o la stevia rebaudiana.
Questi sono solo alcuni semplici consigli che di certo non esauriscono quanto si potrebbe dire sull’argomento.
Considera il tuo bambino un’unità di mente, corpo e anima.
Se lo svezzamento avviene in maniera armonica e completa sotto tutti e tre gli aspetti,
allora è inevitabile che questa fase trascorra con serenità, gioia,
e che diventi un’occasione di crescita e di comprensione
non soltanto per tuo figlio, ma anche per te.





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