La pediculosi è un’infestazione causata da pidocchi, insetti parassiti ematofagi, privi di ali, con sei zampe dotate di particolari uncini che consentono l’adesione a capelli e peli, e provvisti di un apparato buccale che perfora la cute, permettendo al pidocchio di succhiare il sangue e di iniettare un liquido orticante il quale, essendo anche leggermente anestetizzante, fa in modo che non ci si possa rendere conto subito dell’infestazione e delle punture a danno della cute dell’ospite.
La femmina di pidocchio può depositare fino a 5 uova al giorno, le lendini, che hanno un colore madreperla e si schiudono dopo 7-8 giorni alla temperatura ottimale di 32°C, liberando le ninfe che, dopo un periodo di circa due settimane, terminano il loro processo di maturazione, diventando veri e proprio pidocchi in grado di riprodursi.
Il ciclo vitale descritto è comune alle tre specie di pidocchi che, generalmente, parassitano l’uomo:
- il pidocchio del capo (Pediculus humanus capitis);
- il pidocchio del corpo (Pediculus humanus corporis);
- pidocchio del pube (Phtirus pubis).
I pidocchi sono definiti parassiti in quanto non possono sopravvivere a lungo lontani dall’ospite.
La pediculosi si manifesta con prurito intenso che conduce al grattare ed allo sfregare le zone pruriginose, causando, talvolta, escoriazioni. Oltre alla sintomatologia pruriginosa, è necessario, per la diagnosi, che siano ritrovati lendini e pidocchi adulti, in particolar modo concentrati dietro le orecchie o sulla nuca. È possibile stabilire da quanto tempo sia in corso l’infestazione, valutando la vicinanza delle uova al cuoio capelluto (se sono lontane da esso, significa che l’infestazione è già avvenuta nei giorni o nelle settimane precedenti). Le uova non possono essere confuse con la forfora, in quanto quest’ultima risulta facilmente asportabile. Le lendini, invece, restano adese al capello, ragion per cui è necessario pettinare i capelli, dalla radice alle punte, mediante un pettine a denti fitti.
Per la prevenzione, è necessario che, si educhino le persone ed i bambini affinché assumano dei comportamenti corretti, atti a ridurre la probabilità di contagio. I pidocchi, infatti, non saltano da una testa all’altra! Essi si trasmettono per contatto diretto. È necessario, dunque, non avvengano scambi di cappelli, fermagli per capelli, sciarpe, asciugamani, pettini o effetti personali da ritenersi “veicolo per lo spostamento dei pidocchi”.
Il trattamento viene effettuato utilizzando un antiparassitario specifico e continuando ad eseguire ispezioni del capo ogni 3-4 giorni. I prodotti generalmente utilizzati per il trattamento sono:
- i piretroidi: molecole di origine sintetica aventi struttura chimica analoga a quella del piretro, un insetticida naturale che si estrae da alcune piante appartenenti alla famiglia delle Asteraceae. Questi farmaci sono disponibili sotto forma di shampoo, schiuma cutanea, polvere, gel, emulsione cutanea e lozione.
Fra i piretroidi maggiormente utilizzati, troviamo: Permetrina e D-fenotrina. - Malathion: il malathion è un insetticida organofosfato molto efficace che presenta una bassa tossicità per l’uomo, per questo è ampiamente utilizzato nella cura dei pidocchi del capo e del pube. Si trova perlopiù sotto forma di gel o shampoo. Quando si utilizza la formulazione in gel, si consiglia di applicare il prodotto sui capelli o sui peli asciutti con l’ausilio di un pettine e di lasciare agire dieci minuti. Dopodiché si può procedere al risciacquo e all’eliminazione delle uova e degli insetti morti con l’utilizzo di un pettine a denti fitti.
- Oli minerali e trattamenti a base di siliconi (spesso associati ad oli essenziali), agiscono soffocando il pidocchio senza che l’insetto riesca ad attuare alcune forma di resistenza.
Di solito, una sola applicazione di questi prodotti, insieme all’utilizzo del pettinino effettuato sia dopo il trattamento che in maniera sovente durante il periodo dell’infestazione, risulta efficace per debellare i pidocchi. Talvolta, l’applicazione del prodotto può essere ripetuta mediamente dopo otto giorni.
Inoltre, il pidocchio non è indice di scarsa igiene ma, poiché esso si trasmette per contatto, che più facilmente avviene in luoghi affollati e tra bambini, è utile avere piccoli ma importanti accorgimenti igienici. Oltre all’accurata ispezione del capo ed oltre ad evitare vi siano scambi di effetti personali, è importante che abiti e lenzuola siano lavati in acqua a 60°C, che tutti gli oggetti venuti in contatto con la persona infestata siano imbustati in un sacchetto di plastica che deve restare chiuso per circa due settimane, e che oggetti personali quali fermagli o pettini siano immersi in acqua molto calda per circa 10-15 minuti.





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