Dorme lui, dormiamo finalmente anche noi. Con l’obiettivo di facilitare il sonno dei bambini, arriva dagli esperti riuniti al 74° Congresso della Società italiana di pediatria (Sip), in corso a Roma, il decalogo con le regole d’oro della notte. Un bambino su 4 al di sotto dei 5 anni soffre di disturbi del sonno, mentre dopo i 6 anni e fino all’adolescenza la percentuale si attesta intorno al 10-12%.
I più comuni disturbi del sonno nell’infanzia sono: insonnia (20-30%), parasonnie (25%), disturbi del ritmo circadiano (7%), disturbi respiratori del sonno (2-3%), disturbi del movimento legati al sonno (1-2%), ipersonnie (0,01-0,20%).
Tra le cause dei disturbi del sonno hanno un ruolo importante i fattori genetici e l’ordine di nascita: alcuni studi riportano una maggiore frequenza di insonnia nei primogeniti e nei figli unici. Anche un’eventuale depressione materna può essere all’origine di una insonnia in un bambino.
Gli errori di comportamento dei genitori possono, invece, manifestarsi durante i risvegli, tra questi la
tendenza, per esempio, ad accorrere subito e a prendere in braccio il bambino sia all’addormentamento che durante i risvegli e l’abitudine alla condivisione del letto dei genitori, il cosiddetto cosleeping.
Molto importante è la prevenzione nel primo anno di vita perché le abitudini errate acquisite in questo periodo renderanno più difficile avere un’autonomia di addormentamento anche negli anni successivi.
Prevenire i disturbi del sonno si può. Secondo quanto emerso dal Congresso della Sip ci sarebbero dei punti chiave da seguire per favorire una corretta igiene del sonno dei bambini.
Vediamoli iniseme:
1. Rispettare l’orario della nanna tutte le sere. Abituare il piccolo sin dalla tenera età ad
addormentarsi sempre alla stessa ora, adattando i ritmi della famiglia a quelli del bimbo e non
viceversa.
2. Far dormire il bambino sempre nello stesso ambiente adeguatamente preparato, con luci soffuse senza device accesi, ed eventualmente con una musica dolce e monotona di sottofondo.Costruiamo e manteniamo gli stessi rituali di avvicinamento al sonno.
3. Dissociare la fase di alimentazione da quella dell’addormentamento. Nei primi due o tre mesi
di vita manca la fase di addormentamento, nel senso che non è possibile riconoscere con precisione
quando il bambino sta crollando. Nei mesi successivi invece appena si notano alcuni segnali (non
succhia più con forza, chiude gli occhietti) si deve staccarlo dal seno e metterlo nel lettino.
4. Rispettare l’orario dei pasti durante il giorno.
5. Mai usare il tablet o altri dispositivi elettronici dopo cena. Spegnere tutto almeno un’ora prima
dell’addormentamento.
6. Non dare troppo cibo o acqua prima di dormire. Evitare il latte o altri liquidi compresa la
camomilla durante i risvegli, preferire piuttosto l’utilizzo di un oggetto consolatorio per
riaddormentarsi.
7. Regolare con attenzione l’esposizione alla luce. Per il sonnellino pomeridiano mantenere la luce
dell’ambiente; ridurre l’esposizione il più possibile per la notte; potenziare la luce appena svegli. Il
nostro ritmo sonno veglia, come quello dei nostri figli, è governato dall’alternanza della luce e del
buio.
8. Evitare sostanze eccitanti dopo le ore 16. No a tè, solo deteinato in caso, no a bevande
contenenti caffeina e no alla cioccolata.
9. Favorire un’alimentazione equilibrata.
10. No ai bambini nel lettone. Abituarli all’autonomia vuol dire anche lasciarli dormire nel proprio
ambiente. Nei casi di risveglio, riportarli sempre nel loro lettino.





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