Il primo sole mette allegria e ci spinge a scoprirci e a trascorrere qualche momento di relax all’aperto, in questo momento particolare per via dell’emergenza Coronavirus su balconi o in giardino.
Ricordiamo che proteggere la pelle è un obbligo anche solo se ci si espone attraverso una finestra. Non è infatti solo il sole in sé il responsabile di fenomeni di photo aging, ma anche la luce, che passa attraverso i vetri e le nuvole e colpisce la pelle.
I rischi più comuni di una non corretta protezione sono soprattutto legati alla comparsa di macchie cutanee, al melasma, o anche solo alle discromie, perdita di tono e di luminosità.
Non dobbiamo però demonizzare il sole e i suoi benefici. Bastano 20-30 minuti nelle prime ore del mattino per produrre Vitamina D, che l’organismo non genera naturalmente, né assimila abbastanza attraverso l’alimentazione. La sua importanza è fondamentale soprattutto per il benessere delle ossa, in quanto aiuta a prevenire l’osteoporosi.
Il sole inoltre può essere molto utile per esempio per la sua azione antisettica in caso di dermatiti
atopiche e seborroiche e poi perché produce serotonina, l’ormone della felicità, importantissimo in questo momento, in cui il cambio di stagione, periodo tradizionalmente molto delicato per chi tende a sindromi depressive, si accompagna alla complessa situazione dell’emergenza sanitaria.
L’SPF riportato sulla confezione si riferisce agli ultravioletti di tipo B, gli UVB, mentre il fattore di protezione contro gli UVA, quelli di tipo A, non può essere dichiarato, perché la comunità scientifica non riconosce un unico parametro per identificare tutti gli effetti che questo tipo di radiazione può avere sulla pelle, il valore, però, dev’essere all’incirca uguale o superiore ad 1/3 di quella degli UVB. Quindi: un prodotto con SPF 50+, ad esempio, potrà avere una protezione UVA tra 15 e 22. Il fattore PA, seguito dal simbolo +, indica uno dei più alti livelli di protezione contro gli UVA, solitamente associato a un UVB 50+, per il discorso che gli UVA non sono facilmente classificabili. I prodotti più efficaci, sotto questo aspetto, hanno un PA tra 4 e 5. Anche se si tratta di “abbronzatura casalinga’’ è importante usare il buonsenso ed utilizzare una protezione efficace.
Attenzione ai raggi infrarossi, indicati come UVR o IR che oggi compaiono sempre più spesso sui flaconi dei solari. Rappresentano circa il 53% delle radiazioni dannose per la pelle, penetrano a fondo nell’epidermide, ma sono anche termici e quindi in grado di oltrepassare le superfici, come gli abiti, ad esempio. E’ quindi importante non solo proteggere la pelle dal sole con prodotti specifici ma anche in un’ottica di prevenzione non ignorare l’utilità degli antiossidanti!





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