Con l’arrivo dell’autunno molti clienti si rivolgono in farmacia lamentando i sintomi di un’influenza intestinale, termine usato comunemente per definire la gastroenterite. Spesso infatti chiamiamo così infezioni virali che causano vomito e diarrea, sebbene non si tratti di influenza vera e propria dal momento che non è coinvolto il virus dell’influenza. La gastroenterite è causata prevalentemente da virus, ma può anche avere un’origine batterica o più raramente parassitaria.
Cause e sintomi
Le gastroenteriti si possono contrarre per contatto diretto (quando si portano alla bocca le mani contaminate con i germi) o indirettamente (ingerendo alimenti o acqua contaminati attraverso utensili non puliti o cibi non conservati correttamente).
Le origini batteriche più comuni sono:
- Salmonella: si trasmette attraverso il consumo di uova crude, latte non pastorizzato, acqua non potabile e carne poco cotta, oppure attraverso il contatto con alcuni animali (ad esempio volatili, animali da cortile);
- Campylobacter: si trova nel latte non pastorizzato, nell’acqua contaminata e nel pollame poco cotto;
- Clostridium difficile: batterio anaerobio che può causare una gastroenterite piuttosto grave in quanto in quanto sopravvive nell’ambiente per lunghi periodi
Tra le origini virali più comuni invece indichiamo:
- Rotavirus: circola per lo più durante la stagione invernale e colpisce bambini tra i 6 e i 24 mesi di età;
- Norovirus: colpisce soggetti di tutte le età (maggiormente bambini tra i 6 e i 18 mesi di vita) e la sua trasmissione avviene per lo più a causa dell’ingestione di cibi o acque contaminate
La patologia si sviluppa come irritazione delle pareti interne dell’intestino e dello stomaco e presenta sintomi quali diarrea, spasmi allo stomaco, gonfiore o dolore addominale, nausea, vomito, febbre e brividi. In alcune persone si possono manifestare altri disturbi come perdita di appetito, dolori agli arti e mal di testa.
La gastroenterite è molto contagiosa, può svilupparsi in persone di tutte le età ma è molto comune in neonati e bambini al di sotto dei 5 anni. I disturbi generalmente appaiono circa un giorno dopo aver contratto l’infezione e durano meno di una settimana; alcuni casi più gravi possono durare anche più di 4 settimane, in tal caso si tratta di gastroenterite cronica. Esistono gastroenteriti che si sviluppano in una forma leggera e dalle quali si può guarire senza alcuna cura. Nel caso in cui il vomito persista oppure avvengano tre o più scariche di diarrea in 24 ore, la patologia può causare una disidratazione grave dell’organismo. È proprio questa la conseguenza più temuta delle gastroenteriti, dato che in mancanza di una cura adeguata può essere mortale, soprattutto in anziani, bambini molto piccoli o persone con sistema immunitario indebolito.
Cura
È molto importante contattare il proprio medico curante se i sintomi non migliorano dopo qualche giorno o se si manifestano segnali di una forte disidratazione come vertigini, poca o inesistente minzione, perdita di conoscenza, diarrea con perdite di sangue, incapacità di trattenere qualsiasi tipo di liquidi e febbre al di sopra dei 38 gradi. È altrettanto opportuno contattare il medico se i sintomi si sviluppano a seguito di un viaggio in un paese con scarse condizioni igieniche, se è già presente nel paziente una condizione medica invalidante (ad esempio una malattia infiammatoria cronica dell’intestino) oppure una condizione di sistema immunitario debole. È in ogni caso importante recarsi da un medico per determinare la causa di una diarrea cronica e, di conseguenza, predisporre le cure adeguate.
Non esistono cure specifiche per le gastroenteriti fatta eccezione per alcune infezioni parassitarie e batteriche. È necessario che la malattia faccia il suo corso ma si possono avere alcune accortezze per alleviare i disturbi ad esempio il riposo e la reidratazione, principalmente bevendo acqua ed eventualmente alcune bevande specifiche.
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Assunzione di farmaci
In caso di febbre e dolore può aiutare l’assunzione di paracetamolo e l’uso di probiotici che migliorano l’equilibrio della flora batterica (microrganismi che si trovano nel tubo digerente) e che combattono la diarrea. Si consiglia di evitare o limitare il più possibile l’assunzione di medicinali contro la diarrea che bloccando la peristalsi intestinale perché ritardano l’eliminazione del virus o del batterio responsabile. Nei casi più gravi di origine batterica o di persone maggiormente a rischio, il medico può prescrivere degli antibiotici. Questa tipologia di farmaci deve essere utilizzata previa prescrizione medica poiché in alcuni casi i trattamenti prolungati possono provocare alcuni tipi di gastroenterite. Quando invece la causa è virale gli antibiotici non hanno alcun effetto.
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Alimentazione “in bianco”?
Spesso ci viene chiesto se è necessario “mangiare in bianco”. In caso di diarrea infettiva, soprattutto nei bambini, il digiuno prolungato o diete che non appesantiscano l’apparato digerente sono effettivamente le cure più immediate. Questo tipo di dieta prevede l’eliminazione del latte, di alimenti ricchi di fibre (per non alimentare la mobilità intestinale) e di cibi con elevato valore energetico. Bisogna evitare anche le bevande che contengono caffeina (tè e caffè) e le bevande alcoliche che favoriscono la disidratazione.
Tuttavia, secondo la Società italiana di Pediatria (SIP) le diete restrittive non si sono rivelate particolarmente utili. In caso di gastroenterite acuta infatti si possono comunque seguire le normali regole di un’alimentazione sana, i pasti però devono essere piccoli e frequenti con un aumento progressivo dell’apporto calorico. Rimane fortemente consigliato evitare cibi ad alto contenuto di zuccheri (dolci, bevande gassate, succhi di frutta) perché potrebbero peggiorare la diarrea. L’allattamento al seno o con formule non deve essere interrotto, ed è inutile diluire le formule così come, di solito, non sono necessari latti privi di lattosio.
Prevenzione
Dal momento che le gastroenteriti sono molto contagiose, le misure più efficaci di prevenzione sono igieniche e comportamentali. Occorre dunque lavarsi frequentemente e accuratamente le mani, fare attenzione alle modalità con cui gli alimenti vengono preparati e conservati. Se non si ha la certezza della provenienza si consiglia fortemente di consumare carne ben cotta e di evitare di mangiare uova crude. Quando si viaggia in aree del mondo dove le condizioni igieniche sono scarse è importante consumare acqua imbottigliata e non assumere cibi crudi. In generale è utile lavare e disinfettare tutte le superfici che possono essere state contaminate (anche i capi di abbigliamento e la biancheria da letto).





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