Con l’arrivo del caldo e lavorando tutto il giorno in piedi, sento le gambe pesanti. La sera ho le caviglie gonfie e spesso crampi al polpaccio durante la notte. Cosa posso fare per stare meglio?
I sintomi descritti sono tipici dell’insufficienza venosa, una condizione patologica dovuta a un difficoltoso ritorno del sangue venoso al cuore, che si manifesta appunto con gonfiore alle caviglie, crampi ai polpacci, edema degli arti, flebite (cioè infiammazione di vene superficiali), formicolio e pesantezza delle gambe, iperpigmentazione della pelle (porpora), prurito, telengectasie (capillari in evidenza), vene varicose (dilatazione dei vasi venosi che assumono andamento tortuoso e in rilievo) fino ad arrivare a vere e proprie ulcere e trombosi venosa nei casi più gravi.
La patologia è particolarmente diffusa nei paesi occidentali e industrializzati e colpisce molto più frequentemente le donne, probabilmente perché soggette a eventi a rischio come la gravidanza e la menopausa: gli studi epidemiologici mostrano infatti che in età giovanile colpisce il 10% degli uomini e il 30% delle donne, percentuali che salgono rispettivamente a 20% e 50% dopo il 50 anni e a 35% e 60% dopo i 60.
Oltre all’avanzare dell’età, altri fattori di rischio per l’insorgere della patologia sono l’obesità, l’assunzione di una postura statica per lungo tempo, il fumo di sigaretta (che determina un irrigidimento della parete dei vasi), la familiarità, quindi una predisposizione genetica al problema, l’uso di terapia ormonale estrogenica. Anche la cellulite, che è un’infiammazione tissutale sostenuta da problemi circolatori e da uno stato di intossicazione generale, può essere sintomo di insufficienza venosa.
La conoscenza dei fattori di rischio risulta fondamentale. Infatti, in una prima fase, le flebopatie non provocano disturbi particolarmente gravi e capita spesso che i primi segnali non vengano riconosciuti e dunque trascurati. Prestare attenzione a sintomi quali pesantezza delle gambe, gonfiore, crampi è importante per adottare una serie di comportamenti preventivi in modo da non arrivare a una condizione di insufficienza venosa cronica e mantenere una buona qualità di vita.
Su consiglio del medico si può valutare la funzionalità delle vene e una loro eventuale compromissione con un esame non invasivo: l’ecodoppler.
I miei consigli per la prevenzione e per tenere sotto controllo la malattia sono:
- adottare abitudini alimentari corrette: bere molti liquidi e consumare notevoli quantità di frutta e verdura e ridurre il consumo di cibi grassi ed eccessivamente salati;
- eliminare il fumo e ridurre alcol, teina e caffeina;
- praticare regolare esercizio fisico evitando vita sedentaria ed obesità;
- evitare di rimanere in posizioni statiche per lunghi periodi. Chi per lavoro sta seduto a lungo dovrebbe muovere spesso le gambe per favorire il ritorno venoso al cuore; chi invece deve stare a lungo in piedi fermo flettere spesso le gambe per stimolare la circolazione: è utile riposare con le gambe un po’ sollevate per favorire il ritorno venoso;
- evitare di stare in ambienti caldi ad alta umidità per lunghi periodi per ridurre la vasodilatazione;
non indossare indumenti eccessivamente attillati e costrittivi ed evitare le calzature con tacchi particolarmente alti; - usare calze elastiche a compressione graduata che aiutino a comprimere il muscolo del polpaccio e sostengano le pareti venose nel lavoro di spinta del flusso del sangue verso l’alto. Sono utilissime sia in una fase preventiva sia in una fase di contenimento della malattia; lo specialista può indicare il grado di compressione che la calza deve esercitare nel caso specifico di ogni paziente;
- sottoporsi a massaggi linfodrenanti utili per favorire la circolazione venosa e linfatica;
- applicare creme ad azione capillaroprotettrice, antiedemigena e decongestionante con estratti di meliloto, vite rossa, equiseto, amamelide, ippocastano, centella, rusco;
- utilizzare integratori o farmaci a base di principi attivi di origine vegetale quali: flavonoidi (rutina, diosmina, esperidina), cumarina (estratta dal meliloto accelera il drenaggio linfatico e aumenta il tono della parete dei vasi venosi), escina (estratta dall’ippocastano riduce il gonfiore e l’infiammazione della parete vasale), catechine (estratte dalla vite rossa con azione venotonica, capillaroprotettrice e antiedemigena), frazione triterpenica della centella asiatica (protegge e mantiene in salute la parete delle vene), vitamina C (preserva la salute dei vasi sanguigni di cui rinforza le pareti aumentandone la permeabilità e l’elasticità), integratori di magnesio e potassio come coadiuvanti in caso di crampi.
Dalla rubrica Chiedilo a Lorena! – Spazio alle donne





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