L’importanza dell’ascolto.
L’importanza dell’ascolto. ‘’Parlare è un bisogno, ascoltare è un’arte’’. Il saper ascoltare non è poi così scontato, non sempre viene naturale, non tutti ne sono capaci davvero, e, come diceva Goethe, è un’arte, che in un mondo sempre più frenetico e rumoroso, è sempre più rara.. ma con un po’ di sforzo, con pazienza ed allenamento.. è un’arte che si può apprendere! Sabato 21 ottobre si celebra la Giornata Mondiale dell’Ascolto, che ci offre l’opportunità di riflettere sull’importanza di saper ascoltare e comunicare, per connetterci con il mondo che ci circonda, per valorizzare i contatti umani e vivere una vita più autentica.
Siamo talmente assorbiti dai nostri problemi e dalle nostre preoccupazioni che spesso non riusciamo a prestare attenzione a chi abbiamo intorno. Oggi, poi, tendiamo ad essere molto concentrati su noi stessi e ci viene quasi istintivo ormai essere sempre pronti a parlare, in ogni situazione, per affermare che ci siamo, che siamo presenti, per farci sentire, per il bisogno di dimostrare che anche noi abbiamo qualcosa da dire.. E, siamo sinceri, quante volte ci capita, quando qualcuno ci parla, di pensare più a cosa rispondergli che non ad ascoltarlo veramente, di essere quasi impazienti di riprendere la parola per essere ascoltati! E vogliamo parlare di quando, pur avendo davanti qualcuno che ci parla e ci racconta, continuiamo a guardare il cellulare?! Lo sappiamo: la tecnologia, i cellulari e i tablet sono ormai essenziali per molte attività che ogni giorno dobbiamo svolgere, tra lavoro, aggiornamenti, relazioni sociali anche legate al mondo scuola.. ma è inutile nascondere come questi oggetti che ormai teniamo sempre in mano abbiano provocato anche un cambiamento nei nostri rapporti sociali.. Siamo, infatti, spesso distratti dal cellulare anche se siamo con chi invece avrebbe bisogno della nostra totale attenzione. Si definisce phubbing, termine che unisce le parole “phone” e “snubbing”, e descrive bene questo atto di snobbare qualcuno in un ambiente sociale, quando preferiamo l’uso dello smartphone all’interazione con la persona che abbiamo davanti. D’altra parte, la tecnologia mobile, dai dispositivi alle applicazioni, è proprio progettata per attirare sempre di più la nostra attenzione e, senza un minimo di autocontrollo, si diventa dipendenti, anche a causa dei social, ed è paradossale come troviamo fastidioso il phubbing degli altri, quando continuiamo a farlo anche noi stessi in automatico.
L’arte dell’ascolto: una forma di rispetto e comunicazione profonda
Ascoltare vuol dire ‘’silenziarci’’ totalmente, spegnere il nostro monologo interiore, oltre che il cellulare.. perché nel momento in cui commentiamo, reagiamo o prepariamo già la nostra risposta, o ci distraiamo pensando ad altro.. ovviamente, non ascoltiamo più. L’ascolto è la prima forma di rispetto e di attenzione che possiamo avere nei confronti di chi abbiamo di fronte, la prima modalità per instaurare un clima di fiducia e aprire la strada ad una comunicazione più profonda ed efficace. Ascoltare è molto più che sentire e per questo è un atto di volontà, richiede una decisione, attraverso l’attenzione, la sensibilità e l’intelligenza di cui siamo dotati, e magari è anche faticoso, perché non sempre chi ci parla pronuncia parole di reale interesse per noi: per essere dei buoni ascoltatori dobbiamo quindi essere esercitati anche alla pazienza e disposti ad accettare di sacrificare ciò che ci pare sempre più prezioso, ossia il nostro tempo. Occorre tempo per ascoltare, un tempo vissuto senza fretta, e occorre la consapevolezza che si deve decidere di ascoltare. Un ascolto fatto perché “si deve”, un ascolto di routine e senza coinvolgimento.. fallisce.
Ascoltare significa dunque essere attenti, accogliere le parole dell’altro, ma non solo: a volte occorre andare oltre le parole, impegnarsi anche a cogliere il ‘’non detto’’, perché anche attraverso i toni, le espressioni e i gesti di chi sta parlando possiamo comprendere ciò che ci vuole comunicare. Se è vero che, come dice la volpe al Piccolo Principe ‘’Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”, con il cuore si può ascoltare: la comunicazione e la costruzione di un rapporto può avvenire mettendosi in ascolto anche del non verbale, con empatia, con la capacità cioè di relazionarsi intimamente con l’altro, senza giudicare, e dandogli la possibilità di far emergere e condividere ciò che ha dentro, creando legami profondi, significativi e autentici.
Pensiamo a quanto è importante l’ascolto nella relazione medico-paziente: è la prima attività comunicativa necessaria per creare un rapporto di fiducia. Il poco tempo a disposizione e le incombenze burocratiche a volte portano il medico a formulare quasi subito una diagnosi e a prescrivere una terapia, magari scrivendo al computer e dimenticandosi che parlare con il paziente significa anche guardarlo.. Ma dedicare attenzione al paziente, ascoltandone i bisogni e il come vive la malattia, rappresenta un momento fondamentale di condivisione necessario per instaurare una relazione di cura più costruttiva.
L’importanza dell’ascolto in famiglia, al lavoro e a scuola, e la giornata mondiale dell’ascolto
Quante volte in una coppia ci si accusa a vicenda di non sentirsi compresi e ascoltati e di venire fraintesi? Scienza e psicologia ci dicono che in ogni crisi di coppia c’è un’inevitabile componente legata alla chiusura nei confronti dell’altro.. e quando non ci si ascolta più accade che ognuno proceda per conto suo, ognuno con il suo ritmo, secondo la propria direzione.
L’importanza dell’ascolto, quindi saper ascoltare i nostri figli aiuta a rafforzare il loro senso di efficacia comunicativa, li aiuta a stare bene con sé stessi e con chi li ascolta, ha effetti e conseguenze significative sullo sviluppo della loro autostima, oltre al fatto che diventiamo un modello che prenderanno come esempio, praticando loro stessi l’ascolto empatico.
Sul posto di lavoro, l’ascolto svolge un ruolo fondamentale nella costruzione di relazioni solide, nella risoluzione dei conflitti e nella promozione della collaborazione. Quando ascoltiamo veramente i nostri colleghi, creiamo un’atmosfera di fiducia e rispetto, dove le idee possono fiorire e le diverse prospettive possono essere ascoltate.
Anche a scuola l’ascolto è importante, perchè consente di vivere le relazioni come momento di crescita, di trasformazione e di maturazione reciproca. E’ un bisogno che unisce i docenti agli studenti: un insegnante che ascolta gli studenti ha la possibilità e la fortuna di entrare nel loro mondo; uno studente che ascolta le parole dell’insegnante può, a sua volta, modificare concetti e formulare nuove idee; gli studenti che si ascoltano tra di loro possono fare più attenzione ai bisogni reciproci e sintonizzare i propri vissuti emotivi.
La Giornata Mondiale dell’Ascolto serve a sottolineare anche l’importanza di ascoltare se stessi, che spesso e volentieri sembra un atto rivoluzionario, arduo, coraggioso: per essere efficace, l’ascolto deve essere aperto e disponibile non solo verso l’altro e quello che dice, ma anche verso se stessi. Il sapersi ascoltare, accogliere e conoscere è essenziale anche per poter essere in grado di ascoltare veramente l’altro.
Impegniamoci quindi a diventare ascoltatori migliori, per creare un mondo più empatico per tutti.. perché, come scrive Dacia Maraini, “La storia, ogni storia, nasce quando ci sono un corpo e una mente che si preparano all’ascolto.”
Carla Tosco
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