In ogni casa una zucca pelata per questa notte un poco stregata e una candela la illumini dentro, bella dritta e proprio nel centro.
La notte di Halloween è alle porte e ci ritroveremo, in men che non si dica, circondati da streghe, fantasmi e zucche dai volti ghignanti e dallo sguardo assassino. Tenebrosa, elettrizzante, divertente e magica.. la festa di Halloween, una della celebrazioni più sentite e diffuse in tutto il mondo, per molti studiosi prenderebbe origine dall’antica festa di Samhain, una sorta di capodanno celtico che si festeggiava nella notte del 31 ottobre e che separava il periodo estivo da quello invernale. I celti credevano che Samhain richiamasse in quella notte tutti gli spiriti dall’aldilà per incontrare e tormentare il mondo terreno: venivano così accesi dei falò attorno ai quali si danzava e si indossavano abiti spaventosi cosicchè i vivi, per salvaguardare la loro incolumità, potessero allontanare le anime dannate.
Spaventare gli spiriti è rimasto quindi un modo divertente per spaventare anche i vivi, ed ecco che ad Halloween non si disdegna mai un travestimento e siamo tutti inclini, mantelli da vampiro e cappelli da fattucchiera alla mano, a suscitare terrore! ..Oltre ad addobbare le nostre case con scheletri, ragnatele e zucche dalle sembianze mostruose: la zucca svuotata e intagliata con occhi e bocca e con un lumino all’interno è un classico di questa festa, e ricorda la leggenda di Jack O’Lantern. Si narra che Stringy Jack, dopo aver imbrogliato il diavolo in più di un’occasione, strinse con lui l’ultimo patto grazie al quale il diavolo lo avrebbe lasciato in pace per dieci anni. Jack, però, morì l’anno successivo, proprio la notte di Halloween, e venne cacciato non solo dal paradiso ma anche dall’inferno, poiché il diavolo volle rispettare il patto, e quindi, lanciandogli un tizzone ardente, che Jack raccolse e pose dentro una rapa cava per farsi luce, come fosse una lanterna, lo condannò ad un eterno peregrinare fra paradiso e inferno. In origine quindi fu la rapa a fungere da mostruosa lanterna, ma, essendo troppo difficile da intagliare, si passò poi alla zucca!
Halloween è una notte di paura.. ed entro certi limiti la paura ci piace e ci diverte, ma non solo: secondo la neuroscienza il brivido di un «sano» spavento può anche promuovere la resilienza psicologica.
Cosa ci succede quando ci troviamo di fronte ad uno stimolo di paura?
Cosa ci succede quando ci troviamo di fronte ad uno stimolo di paura? Tutto nasce dall’amigdala, un fascio di neuroni a forma di mandorla situato nel profondo del cervello, che, quando percepisce una minaccia, invia un messaggio all’ipotalamo, che a sua volta sollecita il rilascio di potenti ormoni dello stress. Si scatena la cosiddetta reazione di attacco o fuga: l’adrenalina mantiene il corpo in una situazione di allerta, accelera il battito cardiaco e fa in modo che arrivi più sangue ai muscoli, così che siamo pronti a scattare; l’ormone cortisolo fa aumentare la pressione sanguigna; il respiro si fa più veloce e al cervello arriva più ossigeno; i livelli di glucosio nel sangue aumentano e il corpo è pervaso da una speciale energia. Una reazione immediata e molto rapida: l’amigdala “decide” che uno stimolo fa paura ancora prima che ne siamo consapevoli!
Ecco che poi parte una valutazione della minaccia: ippocampo e corteccia prefrontale aiutano a interpretare la minaccia percepita, e così la parte «pensante» del cervello dice alla parte «emotiva» se ci si trova di fronte ad un pericolo reale o ad un falso allarme. Quando decidiamo che il pericolo è scampato, vengono rilasciate endorfine e dopamina, quegli ormoni del benessere che ci ricompensano con sensazioni di euforia.. È questo complesso sistema che ha consentito all’uomo di sopravvivere a innumerevoli pericoli nel corso della propria storia.. La paura la sa più lunga di noi: anziché scacciarla dobbiamo averne cura, perché ci avvisa ogni qual volta potremmo essere in pericolo. Spesso però viene demonizzata e si è portati a volerla negare. Tendiamo sempre a controllarci, analizzarci, guidare il nostro destino e, persi in questa illusione, spesso recitiamo il ruolo delle persone forti e sicure, ma poi arriva qualcosa di improvviso ed imprevedibile e ci rendiamo conto di essere invece anche fragili.. e, se non siamo pronti a reagire, ci perdiamo! Quante volte ai nostri figli spaventati diciamo ‘’dai, sei grande ormai’’ , come a voler veicolare il messaggio errato che i grandi non possono, o non devono, avere paura! Ma ogni emozione, piacevole e non, ha un suo ruolo nella formazione del nostro carattere, e tutti i sentimenti che proviamo contribuiscono a costruire il nostro coraggio: non dobbiamo quindi trattenerci dall’esprimerli, ma anzi dobbiamo accoglierli in modo sano e costruttivo. Negando la paura da bambini, da adulti sarà complicato non farsi “paralizzare” da essa: se da un lato ci può sembrare di proteggere i nostri bimbi dalla sofferenza che la paura può causare, dall’altro non diamo loro la possibilità di costruirsi gli strumenti emotivi per adattarsi, reagire e trovare soluzioni.
Il Fascino dell’orrore e la dose di paura ottimale
La paura può essere attraente, e, secondo gli studiosi, chi prova il ‘’fascino dell’orrore’’ è psicologicamente più resistente, sembra essere più orientato ad uscire dalla propria zona di comfort e ad avere un maggior controllo nelle situazioni imprevedibili. Ciò che stimola la paura in condizioni di sicurezza, come può essere un film horror, un libro o, perché no?!, un mostro di Halloween.. può allenare la nostra capacità di reagire all’incertezza e aiutarci a migliorare la regolazione emotiva e le strategie per farvi fronte. Ma c’è un punto ottimale tra paura e divertimento, dove il contesto non è troppo controllabile ma neanche troppo terrificante, ed esiste un confine oltre il quale questa sensazione di eccitazione, seguita da un senso di appagamento, diventa fastidiosa, che non è uguale per tutti e ha spesso contorni sfumati: non è detto che ciò che ci diverte e per noi rappresenta un eccitante brivido non risulti, per un altro, terribile. La «dose» di paura varia da individuo a individuo, e ricordiamoci che troppa paura, e magari prolungata, può risultare disfunzionale e sfociare in stress, ansia o altre condizioni debilitanti..
Basti pensare alla Samhainofobia, una vera e propria fobia che riguarda la notte di Halloween: tutto ciò che questa festa enfatizza, e quindi fantasmi, streghe, vampiri, zombi, sangue, oscurità, maschere, lapidi, scheletri e pagliacci spaventosi.. può generare in chi ne soffre tutt’altro che divertimento e anzi, addirittura, quasi un panico senza soluzione apparente. Ad Halloween quindi va bene osare, ma è bene non osare troppo!
Ma Halloween non è solo una notte di paura, è anche la festa dei bambini, che girano mascherati di casa in casa, di negozio in negozio, recitando divertiti la formula di rito: “Dolcetto o scherzetto?”. E quindi…tanti fantasmi verranno alla porta con gli occhi tondi e la bocca storta e di sicuro vorranno un dolcetto
con la minaccia di uno.. scherzetto!
Buon Halloween a tutti!
Carla Tosco
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