La gentilezza come chiave per una vita più salutare e felice
La gentilezza, disse l’imperatore e filosofo Marco Aurelio, è la delizia più grande dell’umanità.
Ogni anno il 13 novembre si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza, un’occasione speciale in cui il mondo si unisce per promuovere l’importanza di essere gentili gli uni con gli altri. Il termine “gentilezza” abbraccia una gamma di sentimenti descritti con parole diverse: solidarietà, generosità, altruismo, benevolenza, umanità, compassione, pietà, empatia.. parole i cui significati precisi cambiano, ma che rimandano tutti quanti allo stesso concetto, ovvero essere ben disposti verso gli altri! Sempre più spesso, tendiamo a lamentarci e a crogiolarci nella convinzione che oggi quasi nessuno sia più capace di un gesto gentile nei nostri confronti, il che potrebbe quasi farci sentire autorizzati a non esser gentili neppure noi..
Ma tutto dipende da cosa intendiamo esattamente con gentilezza: quella risonanza che si trova nei gesti eclatanti e nei grandi passi.. o la capacità di un piccolo gesto che si insinua nella quotidianità? Perché facendo assumere alla gentilezza un valore enorme, quasi immenso, allora si potrebbe dar ragione a chi sostiene che nel mondo questa sia difficile da trovare. Ma se invece ci fermassimo a sviscerarla, e arrivassimo ad interpretarla come un atteggiamento, una sorta di mood capace di permeare ogni nostra mossa.. e di generare un’energia gentile.. allora forse sarebbe tutto più facile e potremmo renderci conto forse che non èla gentilezza che oggi manca ma la nostra capacità di astrarla da piccoli, a volte insignificanti, semplici momenti di ogni giorno. Ma non dobbiamo confondere la gentilezza con le buone maniere, l’educazione formale o il galateo, è una ben più importante forma di sincero rispetto, di accoglienza che avvicina e cura. “Un indicatore della salute mentale”, scriveva Donald Winnicott nel 1970, “è la capacità di entrare nei pensieri, nei sentimenti, nelle speranze e nelle paure di un’altra persona. E di concedere a un’altra persona di fare lo stesso con noi”.
Un atto cortese e altruista fa bene non solo a chi lo riceve ma anche a chi lo compie, la scienza ci dice infatti che essere gentili fa vivere meglio:maggiore autostima, relazioni più felici.. E questo è uno dei punti più evidenti.La gentilezza riduce la distanza emotiva tra due persone e così ci si sente più “legati”, si creano nuove relazioni e si rafforzano quelle esistenti.Inoltre, quando facciamo qualcosa per qualcun altro, ci sentiamo bene, a livello spirituale sentiamo che è la cosa giusta da fare e ci sentiamo meglio con noi stessi. Da un punto di vista biochimico, grazie all’aumento dei livelli di dopamina nel cervello si ottiene un elevato e naturale effetto chiamato Helper’s High, una sensazione di profonda euforia seguita da piacevole calma.
Ma ad essere gentili ci guadagniamo anche in salute! Si ha un tasso più basso di infiammazione cronica ed un minor rischio di malattie cardiache e ictus: ogni atto di gentilezza stimola infatti la produzione di ossitocina che provoca la dilatazione dei vasi sanguigni, riducendo così la pressione e proteggendo la salute del nostro cuore, oltre a rallentare l’invecchiamento in virtù della sua azione di contrasto ai radicali liberi. Ma non solo. Aiutare gli altri ci fa sentire più forti e ci dà energia, oltre che renderci più felici, in quanto si ha un maggiore rilascio di serotonina,l’ormone della felicità. Attiva i nostri centri del piacere e con il rilascio di endorfine che ne consegue si riduce anche il dolore. Si hanno livelli di cortisolo più bassi rispetto alla media e perciò chi è gentile è meno stressato.
Insomma, la gentilezza fa bene! Ma in cosa si può tradurre concretamente un piccolo gesto di gentilezza?
Come diceva Seneca,”Ovunque ci sia un essere umano, vi è la possibilità per una gentilezza”. Portare il caffè a un collega, un amico o anche a una persona che si conosce poco.. Dire grazie o chiedere scusa.. Dispensare generosamente abbracci alle persone a cui vogliamo bene.. E dire ‘’Ti voglio bene’’..che sembra sempre un atto scontato, ma non lo è..Ascoltare davvero chi abbiamo davanti, senza interrompere e senza distrarci.. Sorridere.. ai vicini di casa.. a chi esprime un’opinione diversa dalla nostra.. a chi incontriamo per strada.. Sorridere anche a chi, quando ci troviamo imbottigliati nel traffico, sta nella macchina accanto e tenta di superarci.. Basterebbe anche solo evitare di lanciar gli sguardi ingrugniti e minatori o, peggio ancora, di inveire con frasi ‘’poco gentili’’!
Nelle situazioni stressanti come queste, dove tutti diamo il peggio di noi, bisognerebbe davvero sforzarsi di mantenere la calma e sorridere, anche quando di sguardi cupi e insulti non siamo artefici ma destinatari.. anche perché la gentilezza è la migliore arma nelle liti e rispondere a persone aggressive con lo stesso atteggiamento genererebbe invece solo un circolo vizioso di emozioni negative. Sappiamo che questo rimbalzo di aggressività può portare a situazioni spesso pericolose..anche tra i più giovani. Come chi è oppresso dalle vicende della vita diventa a sua volta un oppressore, così il bambino tormentato dai bulli diventa a sua volta un bullo.
La Gentilezza: un dono per noi stessi e per la comunità
Ecco perché insegnare ai bambini la gentilezza fin da piccoli fa bene a loro stessi e anche alla comunità, in generale, e soprattutto nello specifico quella scolastica: se i bambini imparano a capire le emozioni e la prospettiva degli altri, aumentano i livelli di gentilezza a scuola, favorendo fiducia e collaborazione.. e questo potrebbe prevenire e contrastare il bullismo, di cui purtroppo oggi sentiamo parlare sempre più spesso. Rispondere con gentilezza alla paura, allo sgarbo, all’ignoranza, alla violenza o al rancore.. è sempre la scelta migliore, anche per una questione di salute e qualità della vita, nostra e di chi ci sta intorno. Dobbiamo quindi dispensare cortesia e sorrisi.. sempre! Anche perché la gentilezza innesca una specie di effetto domino, dimostrato dalle neuroscienze che ne evidenziano i meccanismi alla base: grazie ai neuroni specchio gli esseri umani sono predisposti a imitare l’azione e a cogliere le emozioni degli altri. Quindi, se si ha di fronte una persona che sorride, i neuroni specchio ci spingeranno a imitare questo tipo di comportamento.Si sente spesso la frase: «Non vale la pena essere gentili». Ma se essere gentili è vissuto come una pena, allora la gentilezza è solo un mezzo per raggiungere un fine. La gentilezza deve essere una scelta e deve essere gratuita, non ha di per sé un valore di scambio se non il piacere, e, come abbiamo visto, i benefici per la nostra salute, che se ne traggono nel concederla. Scegliendo di esser gentili anche con coloro che a nostro giudizio non lo “meriterebbero”, stiamo in realtà regalando qualcosa non solo a loro, ma anche a noi stessi. Anche se non dovrebbe essere una giornata ufficiale a ricordarci che dobbiamo essere ben disposti verso il prossimo.. in questo nostro mondo così frenetico, e a volte individualista aggressivo e distante, non può che farci bene ricordarci che la gentilezza è una grande virtù, fermarci a riflettere su quanto valore possa aggiungere alle nostre vite.. e ripetere come un mantra le parole del Dalai Lama ‘’Sii gentile quando possibile. E’ sempre possibile’’
Carla Tosco
[scopri tutti i nostri articoli]
[scopri tutti i nostri articoli]





Leave A Reply