Nel buio si accende l’abete gigante
la piazza risplende di luce all’istante. Inizia la festa tra viali e stradine
la gente si arresta a guardar le vetrine. È bello il paese così illuminato
le case, le chiese, è tutto addobbato.
L’Emozione delle Luci Natalizie
È iniziato uno dei periodi più magici dell’anno: case e strade si tingono di luci e di colori, alberi di Natale maestosi aleggiano nelle piazze, le canzoncine natalizie e le compilation di Michael Bublè ci fanno da colonna sonora, elfi sorridenti ci regalano dolcetti al ritmo degli ‘’oh oh oh’’ dei Babbi Natale… Nell’immaginario collettivo il Natale è magia, è gioia, è unione… è festa! Non tutti però, e non sempre, possono sintonizzarsi emotivamente con questo periodo dell’anno: le feste natalizie amplificano emozioni positive e negative, che scaldano il cuore o che il cuore a volte lo prosciugano. È la festa delle luci colorate, degli addobbi, dei profumi, ma anche dei ricordi e delle nostalgie… è la festa dei grandi che vorrebbero tornare bambini, e dei bambini che magari di alberi ne devono addobbare più di uno… della famiglia unita, delle coppie innamorate ma anche delle persone sole.
Il Natale spesso più che una festa è uno stato d’animo, che non è uguale per tutti.
Per molti rappresenta un tempo di bilanci, in cui ci si confronta con ciò che si vorrebbe e con ciò che di fatto si è ottenuto, si realizza lo scorrere del tempo, si valuta se si è impiegato bene il proprio tempo o se invece c’è bisogno di un cambio sostanziale nella propria vita. Non è detto che l’aria di festa evidenziabile attraverso le sfarzose illuminazioni per le strade, e che ci ricorda quanto si “dovrebbe” essere felici, induca nell’animo sentimenti di gioia… anzi, talvolta, può provocare ansia, tristezza, se non addirittura la sensazione frustrante di non poter godere appieno di tale clima. C’è chi lo chiama Christmas Blues, una condizione assimilabile ad un malessere, una sorta di depressione natalizia, in cui gioia e stupore lasciano spazio a tristezza e malinconia.
Navigando tra aspettative e stress nel periodo Natalizio
Quel dover essere felici, l’avere una famiglia unita, il dover apparire al meglio…. implicano un senso di obbligo e di costrizione che può generare in alcune persone stress e depressione, che si manifestano con stanchezza e affaticamento, insonnia, nervosismo, mal di testa, mancanza di concentrazione, senso di vuoto, tristezza e inquietudine. Ci si sente fuori luogo rispetto all’allegria che si avverte intorno, si è irritabili e si ha la voglia di fuggire via e isolarsi. Il malessere può anche essere dovuto alla stanchezza e alla fatica di arrivare trafelati alla fine dell’anno, causa le nostre vite frenetiche, trascorse tra lavoro, casa e figli da portare a scuola e ad altre mille attività extrascolastiche. Oppure può trattarsi di “sintomi da stagione invernale”, che colpiscono soprattutto persone particolarmente sensibili al cambio di stagione: umidità, freddo, riduzione delle ore di luce e lo scombussolamento dei ritmi circadiani possono predisporre ad una condizione di malessere. In questo periodo dell’anno, poi, per molti cambiano le abitudini e la routine quotidiana può essere interrotta, causando difficoltà a mantenere orari di sonno regolari e a gestire i pasti in modo sano: in attesa della pausa natalizia e delle ferie il lavoro diventa più pesante, si mangia più spesso fuori, si dorme di meno, si è costretti a faticose corse e code nei negozi per comprare i regali.
Ecco, i regali: se per qualcuno la corsa all’acquisto dei doni è vissuto come un piacevole rituale, per altri lo shopping natalizio può diventare davvero stressante! La ressa e le code alla cassa, il parcheggio che non si trova, la folla invadente, tante persone che spesso vediamo come una minaccia perché troppo lente o perché ci prendono quell’unico oggetto rimasto che volevamo fosse nostro, e il tempo che sta per scadere: i battiti cardiaci aumentano, si comincia a sudare di più e nel nostro organismo scatta il meccanismo «combatti o fuggi», che aumenta l’aggressività e i livelli di cortisolo, che è appunto l’ormone dello stress… Da un punto di vista sociale, inoltre, lo scambio dei regali ha risvolti non indifferenti, è una questione delicata, perché chiama in causa una serie di regole, esplicite ed implicite, e perché condensa in sé attese e aspettative che hanno una connotazione emotiva: ciascuno proietta l’idea che ha di sé e dell’altro, che spesso non coincidono esattamente con quelle che proietta l’altro, e questo genera tutta una serie di attribuzioni che rende particolarmente difficile “azzeccare” il dono! Più il legame è stretto e il rapporto è confidenziale, più l’altro dovrebbe conoscerci, ed ecco che un regalo impersonale o molto lontano dalle nostre caratteristiche ci potrebbe deludere, come se non ci sentissimo compresi… soprattutto se a sbagliare è il nostro partner! Per alcuni lo scambio dei regali può suscitare addirittura una sorta di ansia da prestazione: si teme che il regalo non piaccia, ci si sente in imbarazzo per la possibile reazione dell’altro o per la propria, qualora non si sappia camuffare una possibile delusione o esternare, in maniera adeguata, apprezzamento e gratitudine, si teme il giudizio. Timori che generano stress… Ma poi c’è l’altra faccia dello stress, ovvero quella delle persone che non hanno tutti questi preparativi da pianificare e regali da fare, di chi è solo e vede gli altri indaffarati.
Emozioni e tradizioni nel periodo Natalizio
A farci stare male in prossimità delle festività può essere un malessere di tipo sociale-esistenziale, magari legato a recenti cambiamenti, anche sul piano affettivo, che all’avvicinarsi del Natale si amplifica perché è più forte il senso di solitudine o di fallimento. “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”: è la festa della famiglia e sembra far luce sul senso di appartenenza, enfatizzando così difficoltà relazionali irrisolte o vuoti difficilmente colmabili. Per una coppia a volte è faticoso individuare la giusta modalità per bilanciare la presenza delle due famiglie d’origine e chi è molto legato alla propria vive magari con difficoltà la separazione dai propri cari in un giorno di festa per incontrare quelli del partner. Così come chi una famiglia d’origine non ce l’ha più può percepire senso di vuoto, malinconia ed una sorta di estraneità nella famiglia del proprio partner.
Questi giorni per tanti parlano di felicità, per altri parlano di malinconia, fastidio o solitudine: ognuno di questi sentimenti è legittimo. Il fatto che in un clima festoso ci sentiamo tristi o malinconici non significa essere “sbagliati” o che ci dobbiamo sforzare per uniformarci al contesto.
Il Natale può generare frenesia, doveri, scadenze, rituali “comandati’’, cenoni, regali, aspettative da soddisfare… Ma non c’è un modo giusto di vivere le festività: non ci sono tradizioni, né luoghi comuni che tengano di fronte al nostro benessere mentale, e uscire dagli schemi non può, e non deve, essere visto come un insuccesso. Se consideriamo il Natale accettabile solo se tutto procede esattamente secondo i piani…. è probabile che resteremo delusi. “A Natale puoi…’’: a Natale possiamo liberarci dalle aspettative, nostre e degli altri, possiamo accogliere con serenità ciò che viene e possiamo liberarci dal peso di ciò che “dovrebbe” essere. Solo così avremo modo di beneficiare di una maggiore libertà interiore che ci permetterà di vivere un Natale sicuramente più autentico!
Chi si incontra adesso sorride gioviale
e si augura spesso che sia un buon Natale.
Carla Tosco
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