Oltre l’istruzione: la visione olistica dell’educazione per un futuro inclusivo e consapevole
Il filosofo francese Jacques Maritain diceva che educare significa aiutare la persona umana a diventare più umana, sottolineando come l’educazione abbia un significato olistico, che abbraccia un ampio ventaglio di significati e declinazioni, un concetto dinamico e dalle molte sfaccettature, che permea molteplici aspetti della vita individuale e collettiva. Il verbo educare viene quindi associato al significato del prendersi cura, ma cura di che cosa? Di ciò che è la cosa più importante per una persona: realizzarsi pienamente come persona umana. Ed è proprio attraverso l’educare che possiamo sperare di prevenire effettivamente l’intolleranza, salvaguardare i valori di una convivenza democratica, garantire il rispetto dei diritti umani e promuovere la lotta contro l’incitamento all’odio, tema, quest’ultimo, della sesta Giornata Internazionale dell’Educazione, celebratasi mercoledì 24 gennaio. L’hate speech, o discorso di incitamento all’odio, rappresenta nella società di oggi una delle più pervasive manifestazioni linguistiche dell’intolleranza, che i social network hanno contribuito a rendere virale nella comunicazione online: si indirizza a giovani e adulti ed è pericoloso, perché infligge danni psicologici alle vittime, specie se molto giovani, basti pensare ai sempre più diffusi casi di bullismo, ed è dannoso per la società, perché attacca il valore del rispetto dell’altro, sfociando per esempio in casi di discriminazione di genere, di razzismo o di omofobia. Educare, dunque, è necessario per far acquisire “teste pensanti” ai nostri giovani, capaci così di adottare un orizzonte più ampio e di sviluppare un pensiero critico e creativo in grado di fronteggiare l’incertezza e la complessità dei nostri giorni, senza farsi schiacciare dalle difficoltà, e di costruire, in modo non velleitario ma consapevole ed “attrezzato” , il proprio progetto di vita.
Abbracciare la diversità: educare al rispetto, all’affettività e alla sessualità per una società più inclusiva
Educare alle diversità… diversità di cultura, di origine, di aspetto fisico, di genere, di orientamento affettivo e sessuale, di abitudini, di abilità: può sembrare quasi superfluo, e spesso si pensa che si traduca nel far intendere le differenze come qualcosa a cui prestare assistenza dalla posizione privilegiata della “normalità”, come se ci fosse qualcosa di manchevole in chi è diverso, al punto tale che anche la parola stessa “diversità”, nell’immaginario comune, si è connotata di significati negativi. E’ invece fondamentale incoraggiare una visione di se stessi e degli altri che tenga conto delle differenze, che le valorizzi ritenendole una ricchezza, educare alla complessità… e quindi educare al rispetto, che costituisce un pilastro fondamentale per la costruzione di società inclusive, per contrastare il razzismo e sfidare pregiudizi, stereotipi e discriminazioni, promuovendo una cultura di tolleranza e comprensione e stimolando la capacità di costruire relazioni positive all’interno della società. Un’educazione sociale non può prescindere dall’educare all’affettività, promuovere cioè lo sviluppo di un’intelligenza emotiva, a partire dalla consapevolezza delle proprie sensazioni, delle proprie emozioni e dei propri sentimenti, dal controllo degli impulsi emotivi e dalla coscienza delle conseguenze delle proprie azioni, dalla capacità di condividere ciò che si prova e di comprendere i sentimenti altrui fino ad accrescere le proprie abilità affettive, per arrivare a costruire e consolidare sane relazioni di amicizia e di coppia. Ed ecco che diventa altrettanto importante educare alla sessualità, che non significa semplicemente raccontare come funzionano gli apparati riproduttivi o come evitare gravidanze indesiderate o malattie sessualmente trasmissibili, ma anche fornire, con un approccio olistico, un insegnamento trasversale incentrato sugli aspetti cognitivi, emozionali, fisici e sociali della sessualità: più i giovani sono informati sulla loro sessualità, sulla salute sessuale e sui loro diritti, meno hanno l’ansia “da prestazione” o della “prima volta il prima possibile” ma, al contrario, tendono ad attendere il momento giusto e a praticare sesso in sicurezza. Parlando poi della pubertà prima che essa inizi e accompagnando questo periodo di cambiamenti, affrontando tematiche come il rispetto e il consenso, si riduce il rischio di violenza, di sfruttamento e di abusi sessuali.
Coltivare l’autostima e l’educazione alimentare: strumenti contro i disturbi alimentari
Educare al rispetto per se stessi… che include il favorire la consapevolezza corporea ed il promuovere l’autostima: conoscere e apprezzare il proprio corpo può contribuire a ridurre l’insorgenza di disturbi alimentari legati a insicurezze e preoccupazioni sull’aspetto fisico. I disturbi alimentari rappresentano purtroppo la nuova emergenza sanitaria del nostro Paese! Dal 2020 infatti i casi anoressia, bulimia e binge eating, le grandi abbuffate anche da decine di migliaia di calorie in pochi minuti, sono aumentati del 30%, portando il numero complessivo di persone che ne soffrono a oltre 4 milioni… sofferenze che sempre più sfociano in tragedia: i disturbi alimentari ricoprono, infatti, i primi posti fra le cause di morte tra gli adolescenti, dopo gli incidenti stradali. Un aiuto importante può venire dall’educazione alimentare, soprattutto quando la si affronta non da un punto di vista meramente informativo ma ad ampio respiro, tenendo in considerazione le diverse dimensioni di una persona: fisica, psicologica, umana. Sappiamo da lungo tempo che il rapporto con il cibo e la sua natura più o meno positiva si consolidano nel corso dei primi 10 anni di vita (e una fase cruciale è quella dei primi mille giorni), che faranno sentire la propria influenza durante tutti gli anni successivi, e proprio per questo, oltre a bambini e bambine, devono essere accompagnati nella formazione anche i genitori e chi si occupa dell’educazione dei nostri figli.
Educare al rispetto per l’ambiente… L’educazione ambientale è uno strumento fondamentale per sensibilizzare ad una maggiore responsabilità e attenzione circa le questioni legate all’ambiente che ci circonda, mirato a promuovere stili di vita sostenibili e la conservazione delle risorse naturali: i bambini hanno tutto il potenziale per maturare una coscienza ambientale ed una sensibilità che un giorno li porterà a fare delle scelte che tengano conto della società e del pianeta in cui vivono, per il bene delle generazioni future.
La responsabilità condivisa dell’educazione: ruoli di famiglia, scuola e società per un futuro sostenibile
A chi spetta, oggi, educare? Secondo gli esperti, ad una pluralità di soggetti definiti “agenzie educative”: famiglia, scuola, associazioni della società civile, mass media… La famiglia è sicuramente il primo pilastro dell’educazione, ma subito dopo viene la scuola. L’educazione scolastica, a cui tutti dovrebbero avere diritto, è prima di tutto studio, conoscenza, cultura e apprendimento dei saperi, ma è anche teatro di crescita personale e civile, è luogo in cui si forma la personalità di ognuno e si costruiscono relazioni, e, affinché tutto ciò sia perseguito, è necessario che il percorso scolastico non sia ostacolato da esperienze negative che possano contrastare il compito primario della scuola, impedendo di attingere a quanto essa è in grado di dare, e che possa inculcare il desiderio di voler poi imparare lungo tutto l’arco della vita, anche una volta terminata la formazione accademica, per acquisire sempre nuove competenze in risposta alle esigenze in evoluzione della società.
Educare è dare futuro… ed un’educazione di qualità può fare la differenza nella vita di ognuno di noi: dall’educazione al rispetto all’educazione alimentare, dall’educazione sociale a quella scolastica, ogni declinazione contribuisce a plasmare individui informati, consapevoli e pronti ad affrontare le sfide del mondo in cui viviamo. Un approccio olistico all’educazione, integrando queste diverse prospettive, è essenziale per la creazione di società inclusive e sostenibili… dove ogni persona umana sia ancora più umana.
Carla Tosco
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