“Wonder”: un viaggio di coraggio contro il bullismo
Auggie ha dieci anni, è intelligente ed è dotato di un grande senso dell’umorismo, sotto un casco da cosmonauta nasconde il suo segreto, ovvero una malformazione congenita del volto, e adora Halloween, perché è l’unico giorno dell’anno in cui può sentirsi normale. Benchè la sua mamma abbia voluto per i primi anni occuparsi lei stessa della sua istruzione tenendolo a casa per risparmiargli un confronto troppo doloroso con gli altri, ad un certo punto decide che per il suo bene sia giunto il momento di affrontare la realtà e quindi di andare a scuola, ed Auggie si ritrova così a dover far i conti con sguardi sorpresi, impauriti, giudicanti… e con la cattiveria dei compagni “normali’’: ma tra bulli crudeli e amici veri, il protagonista di “Wonder’’, il romanzo bestseller di R.J. Palacio, da cui poi è stato tratto il film, bellissimo, diretto da Stephen Chbosky, inizia con grande coraggio una straordinaria avventura verso la scoperta di sé e della sua unicità.
La storia di Auggie, che è la storia di tanti, offre uno sguardo penetrante alle sfide che i giovani affrontano quando si trovano ad essere, o a sentirsi, diversi dagli altri; la sua esperienza diventa emblematica di quella di tutti quei ragazzi che, a causa di caratteristiche fisiche, etniche o sociali, si trovano nel mirino della crudeltà dei loro coetanei: è una rappresentazione metaforica di tutte le differenze che spesso vengono usate come pretesto per il bullismo. Mercoledì 7 febbraio 2024 si è celebrata la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo: una data importante, fissata nel 2017 con l’obiettivo di sensibilizzare bambini, ragazzi, genitori, educatori e insegnanti su questo delicato tema. Il bullismo è un fenomeno subdolo e dannoso, e oggi, purtroppo, la cronaca quotidiana è diventata un palcoscenico di dolorose testimonianze, emergono infatti nuovi casi ogni giorno, svelando la portata di questa emergenza silenziosa che affligge persone di ogni età e contesto, dalla scuola al luogo di lavoro e oltre: è una piaga sociale che, dai cortili scolastici fino agli spazi digitali, si insinua in vari aspetti della vita quotidiana e ha conseguenze che possono lasciare cicatrici invisibili e durature, profonde ferite emotive che influenzano autostima e benessere psicologico di chi ne è vittima.
Oltre la violenza fisica: le molteplici forme del bullismo
Quando si pensa al bullismo, siamo soliti immaginare ragazzi che fanno a botte, ma il bullismo fisico è solo una delle tante sfaccettature di questo fenomeno, è la forma più tipica ed è probabilmente quella più facile da identificare. Ma non esiste solamente la violenza fisica, c’è una forma di violenza psicologica, che è sicuramente più difficile da contrastare. Insulti, umiliazioni, ridicolizzazioni e diffamazioni sono tipici del bullismo verbale e vanno a minare l’autostima della vittima: sappiamo bene come le parole siano armi potentissime, e questa forma di prevaricazione infligge ferite anche molto profonde. Altrettanto violento e pericoloso per la stabilità mentale di una persona è il bullismo relazionale, una forma di abuso emotivo, che può assumere forme differenti e sfruttare varie modalità di manipolazione, allo scopo di escludere e isolare, manipolando situazioni, discriminando e infrangendo confidenze.
Quel fenomeno che si manifesta attraverso piattaforme digitali, come social media e chat online, in crescita esponenziale grazie alla facilità di accesso alla tecnologia e alla presenza sempre più pervasiva della vita online e con un impatto tangibile sulla salute mentale di chi lo subisce è il cyberbullismo, un tipo di attacco continuo, ripetuto, offensivo e sistematico attuato mediante gli strumenti della rete. Una delle sue caratteristiche distintive è la possibilità di agire nell’anonimato, che può intensificare la crudeltà dei messaggi e che, da un lato, offre agli aggressori un velo di impunità, consentendo loro di diffondere odio, diffamare o minacciare senza rivelare la propria identità, e dall’altro fa sì che la vittima abbia la sensazione di essere sempre raggiungibile e di non poter mai mettere la parola fine a questa persecuzione.
Oltre la maschera del bullo: comprendere le radici del comportamento distruttivo
Ma chi si cela dietro la maschera del bullo? Spesso è un individuo che agisce in risposta ad una serie di fattori psciologici e sociali, che nasconde insicurezze personali, sentimenti di inferiorità ed inadeguatezza che possono indurlo a cercare compensazioni nel controllo sugli altri, perpetrando azioni che si rivelano poi essere distruttive. A volte i suoi atteggiamenti sono difese psicologiche distorte per affrontare situazioni traumatiche o la mancanza di sostegno emotivo, o derivano dall’incapacità di gestire in modo sano le sfide della vita riversando le proprie frustrazioni sugli altri, come via di sfogo per le proprie tensioni interiori. Può esserci una mancanza di empatia radicata in esperienze passate o in dinamiche familiari disfunzinali, una difficoltà nel comprendere o condividere le emozioni altrui che può contribuire a comportamenti aggressivi senza la capacità di percepire il dolore e il disagio inflitti agli altri.
Sicuramente la “psicologia del bullo’’ è intrinsecamente complessa e influenzata da molteplici fattori, e provare a comprenderne le radici più profonde può aiutarci a sviluppare approcci efficaci nel prevenire e nell’affrontare questo comportamento così dannoso, ma c’è un elemento che accomuna ogni azione riconducibile ad un atteggiamento da bullo: la non tolleranza, che costituisce un terreno fertile in cui il bullismo può attecchire e prosperare. Uno dei temi centrali di “Wonder” è proprio l’accettazione ed il rispetto della diversità: una mentalità chiusa e intollerante lascia spazio alla formazione di stereotipi dannosi e di giudizi affrettati basati su preconcetti limitati. L’educazione affettiva è fondamentale per la formazione di individui empatici e rispettosi ed è compito di noi adulti essere, noi per primi, tolleranti verso il prossimo, per dare il buon esempio, e mostrare ai nostri figli che parlare con disprezzo è sbagliato in qualsiasi occasione, che nella diversità si trovano ricchezza e valore, e che prendere in giro qualcuno, anche se bonariamente, non è mai un bene.
Auggie e l’incredibile potere dell’amore familiare e dell’amicizia
La famiglia svolge un ruolo cruciale nella vita di Auggie, e l’amore ed il sostegno familiare sono i pilastri fondamentali nella vita di ogni bambino: la crescita di un bambino è un viaggio complesso, che deve essere plasmato dall’accudimento, dalla protezione e dal dialogo, in cui possa esprimersi, in ogni fase, senza timore di giudizio e dove abbia la possibilità di costruirsi uno scudo emotivo che lo preservi dall’essere vittima ma che gli dia anche una visone positiva delle relazioni sociali tale da non ritrovarsi mai ad essere carnefice. Un altro tema chiave di “Wonder” è anche l’amicizia, che può essere un potente antidoto al bullismo e alla solitudine e all’esclusione che ne derivano: crea un senso di appartenenza, contribuisce a creare una cultura di gentilezza, svolge un ruolo cruciale nell’allenare all’empatia, alla comprensione e al rispetto, ed è il motore dell’inclusione, poiché sottolinea la connessione umana aldilà delle differenze.
La storia di Auggie è la storia di tanti, ma la sua lotta ed il suo trionfo devono essere per noi fonte di ispirazione oltre che un invito a riconsiderare il nostro modo di guardare il mondo: la vera bellezza risiede nella diversità, nell’empatia e nella gentilezza. Cambiare il nostro modo di guardare può trasformare non solo la nostra vita, ma anche il mondo che condividiamo con gli altri… e “se non ti piace quello che vedi cambia il tuo modo di guardare’’, parola di Auggie!
Carla Tosco
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