Bottasso – Speciale Spazio Mamma
La Dott.ssa Carla Tosco ne parla con la Dott.ssa Rosa D’Addio, farmacista puericultrice
“Dottoressa, da quando è stato male mangia meno… e mi sembra anche dimagrito.”
È una delle domande che molti genitori si pongono dopo un’influenza, una gastroenterite o un’infezione stagionale. E la risposta, nella maggior parte dei casi, è sì: può succedere che un bambino perda temporaneamente peso durante una malattia.
Ne parlano la Dott.ssa Carla Tosco, farmacista, farmacologa, consulente nutrizionale e professionista certificata della salute psicofisica, e la Dott.ssa Rosa D’Addio, farmacista puericultrice, nel terzo appuntamento della rubrica “Bottasso – Speciale Spazio Mamma”.
“Ogni infezione rappresenta un grande lavoro per l’organismo,” spiega la Dott.ssa Rosa D’Addio. “Il corpo del bambino utilizza molte energie per combattere virus e batteri, soprattutto in presenza di febbre alta.”
Durante la malattia, inoltre, entrano spesso in gioco sintomi che riducono naturalmente l’appetito: mal di gola, nausea, catarro, dolore addominale, vomito, diarrea o semplice stanchezza generale.
“Anche il naso chiuso può influire molto,” aggiunge Carla Tosco. “Quando un bambino non sente bene sapori e odori tende a mangiare meno. Nei lattanti, invece, la congestione nasale può perfino rendere più difficoltosa la suzione.”
Perdita di peso o disidratazione?
Nella maggior parte dei casi il calo di peso dopo qualche giorno di malattia è temporaneo e si recupera spontaneamente durante la convalescenza. Tuttavia è importante distinguere una lieve perdita fisiologica da una possibile disidratazione.
“Quando la perdita di peso è rapida e importante bisogna fare attenzione,” sottolinea Rosa D’Addio. “Non parliamo tanto di dimagrimento, quanto di perdita di liquidi.”
Vomito, diarrea e febbre elevata possono infatti causare disidratazione, soprattutto nei bambini piccoli. Per questo è fondamentale mantenere una buona idratazione durante tutta la fase acuta della malattia.
“Acqua, soluzioni reidratanti specifiche per l’infanzia, brodi vegetali e alimenti ricchi di liquidi possono aiutare a recuperare i sali minerali persi,” spiega Carla Tosco. “Bisogna invece evitare rimedi improvvisati o bevande non adatte ai bambini.”
Anche piccoli gesti possono fare la differenza: non coprire eccessivamente il bambino con la febbre, effettuare lavaggi nasali quando necessario e gestire adeguatamente dolore e sintomi aiuta spesso il bambino a sentirsi meglio e a riprendere più facilmente ad alimentarsi.
La convalescenza esiste ancora. E va rispettata.
C’è poi una parola che oggi sembra quasi sparita: convalescenza.
“Spesso abbiamo fretta di tornare subito alla normalità,” osserva Carla Tosco. “Ma il corpo dei bambini ha bisogno di tempo per recuperare davvero.”
Anche quando la febbre è passata, l’organismo può essere ancora affaticato. Per questo, se possibile, è utile concedere qualche giorno di tranquillità prima di riprendere ritmi intensi, scuola, sport o attività molto impegnative.
“La guarigione non coincide solo con la scomparsa dei sintomi,” aggiunge Rosa D’Addio. “Il bambino deve ritrovare energia, appetito, vivacità e il suo normale stato di benessere.”
Cosa far mangiare dopo una malattia?
Molti genitori temono che il bambino “non recuperi il peso perso” e cercano di insistere con il cibo.
Ma esiste davvero una dieta della convalescenza?
“In realtà no,” racconta Rosa D’Addio. “Non serve forzare i bambini a mangiare né proporre per giorni soltanto alimenti ‘in bianco’.”
Una volta superata la fase acuta, il bambino può gradualmente tornare a mangiare ciò che desidera, purché si tratti di alimenti sani e adeguati alla sua età.
“Il recupero avviene quasi sempre spontaneamente,” rassicura Carla Tosco. “Quando il bambino si sente meglio, torna naturalmente ad avere fame, energia e voglia di muoversi.”
Quando chiedere un parere al pediatra?
Se però il recupero è molto lento, il bambino appare ancora particolarmente stanco, continua a mangiare pochissimo o sembra “non essere più lui”, è sempre opportuno confrontarsi con il pediatra.
“In alcuni casi può essere utile valutare eventuali carenze o capire se il recupero sta procedendo correttamente,” conclude Rosa D’Addio. “Ma gli integratori non vanno mai dati ai bambini in autonomia senza indicazione medica.”
Perché anche dopo una semplice influenza, il corpo dei più piccoli merita tempo, ascolto e cura.
Senza fretta.





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