INTRODUZIONE: I problemi alimentari non stanno solo nell’alto consumo di carni rosse, bibite gassate, alimenti grassi e zuccheri ma anche, e soprattutto, nella mancanza nella nostra dieta di alimenti specifici di cui abbiamo necessariamente bisogno.
Visita dal medico, diagnosi:
Ipertensione: non mangiare alimenti ricchi di sodio;
Colesterolo alto: non mangiare uova, fritti e formaggi;
Diabete: non mangiare alimenti ricchi di zuccheri.
Benissimo, siamo sempre troppo concentrati sul cosa dovremmo evitare di mangiare, senza mai preoccuparci molto di quanto sia invece indispensabile introdurre nella propria dieta alcuni alimenti per stare bene.
L’educazione alimentare pone le basi per un corretto regime dietetico. Uno stato di salute e benessere non lo si ottiene soltanto eliminando alcuni cibi dalla propria dieta ma anche (e soprattutto) introducendo un apporto sufficiente di alcuni micro-nutrienti indispensabili.
Come rappresentato dalla Piramide Alimentare alla base c’è l’attività fisica, subito dopo seguono i cereali e i loro derivati.

Parliamo proprio di questi, a cosa servono?
I cereali, soprattutto quelli integrali, contengono amido che permette all’organismo di immagazzinare energia a lento rilascio, diversamente dagli zuccheri semplici (Leggi anche: Quanto zucchero possono mangiare i nostri bambini) che, oltre a fare male e a farci ingrassare, ci danno solo un apparente sensazione energetica.
I cerali vantano inoltre un basso contenuto lipidico e un discreto tenore proteico. I grassi contenuti in questi alimenti sono di una qualità ottima con un’elevatissima presenza di omega 3 e omega 6.
Qual è allora il problema?
Il problema è che esiste un grandissimo divario tra l’assunzione reale e quella ottimale. Dovremmo introdurre nella nostra dieta 125 grammi di cereali al giorno mentre, in media, noi occidentali, ne assumiamo meno di 30 grammi. Stessa cosa per la frutta secca e i semi che, per molte persone, la loro presenza nella propria dieta è pressoché inesistente.
Smettiamo di bere, smettiamo di fumare, smettiamo di mangiare male ma non iniziamo mai a mangiare bene.
Qual è allora la soluzione?
“Il messaggio per medici, specialisti e praticanti è che nella routine degli esami dovrebbe essere inclusa la richiesta del comportamento alimentare ai propri pazienti”.
Bisognerebbe lanciare un messaggio forte e allarmare le persone di quanto sia alta la percentuale di decessi dovuta a una scarsa educazione alimentare, più alta di quella causata dal tabacco, dall’alcol e dall’inquinamento.
L’opinione pubblica deve essere al corrente che è “ciò che non si mangia a ucciderci”.
Ecco i numeri:
30mila i decessi annui causati dallo scarso consumo di cereali e 16mila quelli per insufficiente consumo di frutta secca e semi.
Sono numeri che dovrebbero farci riflettere e ragionare sul fatto che i problemi alimentari non stanno solo nell’alto consumo di carni rosse, bibite gassate, alimenti grassi e zuccheri ma anche, e soprattutto, nella mancanza nella nostra dieta di alimenti specifici di cui abbiamo necessariamente bisogno.
Carla Tosco
[Farmacia Bottasso]





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