Bottasso – Speciale Spazio Mamma
La Dott.ssa Carla Tosco ne parla con la Dott.ssa Rosa D’Addio, farmacista puericultrice
“Dottoressa, ma i fermenti lattici quando vanno dati ai bambini?”
È una delle domande che più spesso i genitori ci rivolgono in farmacia. C’è chi li utilizza durante una terapia antibiotica, chi ai primi sintomi gastrointestinali, chi invece li considera un aiuto per rinforzare l’intestino e il sistema immunitario.
Ma cosa sono davvero i probiotici? Quando possono essere utili? E soprattutto: servono sempre?
Ne parlano la Dott.ssa Carla Tosco, farmacista, farmacologa, consulente nutrizionale e professionista certificata della salute psicofisica, e la Dott.ssa Rosa D’Addio, farmacista puericultrice, nel nuovo appuntamento della rubrica “Bottasso – Speciale Spazio Mamma”.
Cosa sono davvero i “fermenti lattici”?
“Quello che comunemente chiamiamo fermenti lattici,” spiega la Dott.ssa Rosa D’Addio, “sono in realtà probiotici: microrganismi vivi che, se assunti nelle giuste quantità, possono contribuire al benessere dell’intestino.”
Vengono spesso definiti “batteri buoni” perché aiutano a mantenere in equilibrio il microbiota intestinale, cioè quell’insieme di batteri, microrganismi e miceti che popolano il nostro intestino e svolgono funzioni fondamentali per la salute.
Negli ultimi anni il microbiota è stato definito anche “secondo cervello”, proprio per il suo legame non solo con la digestione, ma anche con il sistema immunitario, l’infiammazione, l’umore e perfino alcune funzioni cognitive.
“Nei bambini questo equilibrio è ancora in formazione,” aggiunge Carla Tosco. “Ed è per questo che in alcune situazioni i probiotici possono rappresentare un supporto interessante.”
Quando possono essere utili nei bambini?
I probiotici non devono essere considerati una soluzione “automatica” per qualsiasi disturbo, ma ci sono situazioni in cui il loro utilizzo può essere utile e supportato da evidenze scientifiche.
Durante una terapia antibiotica
È probabilmente il caso più conosciuto.
Gli antibiotici combattono i batteri responsabili delle infezioni, ma possono alterare anche parte della flora intestinale “buona”, provocando diarrea, gonfiore, fastidi intestinali o alterazioni digestive.
“In alcuni casi associare specifici probiotici alla terapia antibiotica può aiutare a sostenere l’equilibrio intestinale,” spiega Rosa D’Addio. “È importante però scegliere prodotti adeguati all’età del bambino e con ceppi ben studiati.”
In caso di diarrea o disturbi intestinali
Anche gastroenteriti, episodi di diarrea o alterazioni intestinali possono beneficiare, in alcuni casi, del supporto di probiotici specifici.
“L’intestino dei bambini è molto sensibile,” racconta Carla Tosco. “Dopo infezioni virali o periodi di stress intestinale può avere bisogno di un po’ di tempo per ritrovare equilibrio.”
Alcuni ceppi probiotici sembrano contribuire a ridurre durata e intensità della diarrea e a favorire il ripristino della normale funzionalità intestinale.
Durante cambiamenti alimentari o periodi particolari
Svezzamento, inserimento al nido, viaggi, cambi di routine o passaggi alimentari importanti possono influire temporaneamente sull’intestino dei più piccoli.
“In queste fasi alcuni bambini manifestano gonfiore, irregolarità o maggiore sensibilità digestiva,” osserva Rosa D’Addio. “In determinati casi il probiotico può aiutare a sostenere il comfort intestinale.”
Per sostenere il sistema immunitario
Oggi sappiamo che gran parte delle cellule immunitarie si trova proprio nell’intestino.
“Un microbiota in equilibrio dialoga continuamente con il sistema immunitario,” spiega Carla Tosco. “Per questo la salute intestinale e quella immunitaria sono molto più collegate di quanto pensiamo.”
Questo non significa che i fermenti “evitino di ammalarsi”, ma che il benessere intestinale rappresenta uno dei pilastri dell’equilibrio generale dell’organismo.
Intestino e cervello: un legame sempre più studiato
Negli ultimi anni la ricerca si sta concentrando molto anche sul cosiddetto asse intestino-cervello.
“L’intestino non si occupa solo di digestione,” racconta Rosa D’Addio. “Esiste una comunicazione continua tra microbiota, sistema nervoso e regolazione emotiva.”
È un campo ancora in evoluzione, ma sempre più studi suggeriscono che la salute intestinale possa influenzare anche umore, qualità del sonno, comportamento e risposta allo stress.
Quale formato scegliere?
Anche la formulazione ha la sua importanza, soprattutto nei bambini più piccoli.
Le gocce sono spesso ideali per neonati e lattanti perché semplici da somministrare. Le polveri possono essere mescolate a yogurt, latte o puree, purché non troppo calde. Per i bambini più grandi esistono invece compresse masticabili o formulazioni gummy, spesso aromatizzate.
“Non esiste il fermento ‘migliore’ valido per tutti,” precisa Carla Tosco. “La scelta dipende dall’età del bambino, dalla situazione specifica e dal tipo di ceppo utilizzato.”
I probiotici vanno dati tutti i giorni?
È una domanda molto frequente.
“In generale i probiotici sono considerati sicuri nei bambini sani,” spiega Rosa D’Addio. “Ma non significa che debbano essere utilizzati senza criterio o continuamente.”
In alcuni casi possono essere usati per periodi limitati, in altri come supporto temporaneo durante momenti specifici. È sempre utile confrontarsi con il pediatra o con il farmacista per capire quale prodotto scegliere e per quanto tempo utilizzarlo.
Nessun integratore sostituisce le basi della salute
I probiotici possono rappresentare un valido supporto, ma non sostituiscono ciò che davvero costruisce il benessere di un bambino: alimentazione equilibrata, sonno adeguato, movimento, gioco all’aria aperta e serenità emotiva.
“L’intestino dei bambini si nutre anche di abitudini sane,” conclude Carla Tosco. “Per questo dobbiamo sempre guardare il bambino nel suo insieme e non solo il singolo sintomo.”





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