Zanzare e Punture: Scopriamo perché alcune persone sono più ‘succulente’ di altre
Piccoli vampiri, che procurano alle loro vittime fastidiosi pruriti, pomfi, reazioni allergiche e a volte anche brutte infezioni: le zanzare in qualche modo rovinano la poesia delle nostre serate estive, costringendoci a stare in allerta, magari con una ciabatta in mano! C’è chi poi subisce su di sé un vero e proprio accanimento delle zanzare.. colpa del sangue dolce o di una sorte sfavorevole?
In realtà la “dolcezza del sangue”, o la presenza di zuccheri, non c’entra assolutamente nulla, è un mito da sfatare, e non è nemmeno la sfortuna a rendere alcuni di noi calamite per le zanzare: esistono dei fattori attrattivi, dall’odore a particolari caratteristiche biochimiche, che rendono alcune persone più ‘succulente’ di altre! Per esempio, le zanzare preferiscono quell’85% della popolazione la cui pelle emette un segnale chimico che varia da gruppo sanguigno a gruppo sanguigno, e ad essere il prescelto è il sangue del gruppo “0” più che quello del gruppo “B” e circa il doppio di quello del gruppo “A”. L’attrazione nei nostri confronti dipende poi dalla quantità di anidride carbonica che emettiamo, le zanzare riescono a fiutarla fino a molti metri di distanza: quindi chi ne emette di più, come per esempio le persone molto in sovrappeso che hanno uno scambio ossigeno/anidride carbonica maggiore, sarà più colpito. Per la stessa ragione, chi pratica sport all’aperto come corsa, jogging, ciclismo o canottaggio, è maggiormente a rischio di puntura, proprio perché gli scambi di ossigeno/anidride carbonica sono nettamente più frequenti rispetto a chi è seduto o a chi sta semplicemente facendo una passeggiata. Dopo un’intensa attività fisica, inoltre, nei muscoli si forma acido lattico, la temperatura corporea è più alta e con il sudore espelliamo ammoniaca e acido urico, che aumentano a seguito dell’assunzione di alcuni integratori per lo sport: tutto questo per le zanzare è un invito a nozze! Amano pungere chi ha bevuto birra, chi ha il colesterolo alto e le donne in gravidanza: nelle donne in gestazione la temperatura tende a salire anche di uno o due gradi rispetto al normale, il che comporta anche maggior sudorazione, e di conseguenza una commistione di fattori sfavorevoli per l’attacco degli insetti.
Prediligono i colori scuri, come il nero, e il rosso: vestirsi di bianco può essere una mossa vincente! Puntano in particolar modo le caviglie e i piedi, perché in quella zona si concentrano maggiormente colonie di batteri della pelle che secondo alcune ricerche concorrono ad attrarle, oltre al fatto che nelle estremità i vasi sanguigni sono più superficiali. Ma le zanzare non si nutrono solo di sangue, anzi: le loro fonti di nutrimento principali sono il nettare e la linfa che trovano nelle piante. Solo quando hanno bisogno di energie per produrre le uova, le femmine di alcune specie vanno in cerca di sangue e trovano negli esseri umani delle succose prede. Si, perché solo le femmine fecondate mordono, perché il sangue è ricco di proteine necessarie allo sviluppo delle uova, mentre i maschi preferiscono dedicarsi al nettare dei fiori. Il prurito delle punture è causato dalla saliva che la zanzara femmina inietta nella pelle per evitare che il sangue si coaguli e la ferita si cicatrizzi impedendole di bere la sua piccola dose di sangue, ed è dovuto al rilascio di istamina: la reazione cambia di persona in persona, in ogni caso è sempre consigliabile non grattarsi, servirebbe solo a muovere i residui di saliva, aumentando così la risposta all’istamina. Meglio lavare le punture con sapone neutro e acqua fredda.
Perché le zanzare ci tormentano d’estate?
Le alte temperature e gli elevati tassi di umidità tipici del periodo estivo possono essere determinanti nel causare massicce proliferazioni di insetti infestanti: nel caso delle zanzare, a rendere favorevole la loro diffusione sono soprattutto la presenza di bacini o piccole raccolte di acqua stagnante fondamentali per la deposizione delle uova da parte delle femmine. Ecco perché chi possiede un giardino o un area verde intorno casa purtroppo si trova sempre a dover combattere il problema delle zanzare, soprattutto se nel giardino esistono ristagni di acqua, piccoli stagni o zone umide di qualsiasi natura. E durante l’inverno? Si nascondono, potremmo dire che vanno in letargo! Poiché non sopravvivono sotto i 23 gradi, con l’arrivo dell’inverno le zanzare adulte affrontano la stagione in “diapausa”, uno stato in cui l’organismo va in stand by: l’insetto non si muove, non si nutre, non cresce. In questo stato “letargico” la zanzara riesce a superare l’inverno, al riparo in luoghi appartati come cavità naturali o in garage, cantine o solai. L’aumento delle temperature medie e l’arrivo di nuove specie resistenti al freddo stanno però spostando sempre un po’ più in là il momento in cui le zanzare si ritirano, facendo sì che ce le ritroviamo a farci compagnia fino a ottobre inoltrato e, qualche volta, se le condizioni sono favorevoli, anche in inverno.
Zanzare e Punture: Falsi Miti e Verità Scientifiche. Esiste una dieta anti-zanzare?
In realtà no. Spesso vengono proposti diversi alimenti contro le zanzare, molti dei quali non sono in realtà di efficacia dimostrata: dal mangiare aglio all’ingestione di cibi con alte concentrazioni di vitamine del gruppo B, come il pomodoro che è ricco di vitamina B1, sono tutte strategie anti-zanzare di cui spesso abbiamo sentito o letto, ma che di fatto non sono supportate da alcun studio scientifico. Nonostante molti attribuiscano alla vitamina C, introdotta attraverso l’alimentazione, un potere contro le zanzare, anche questa azione non ha prove scientifiche: l e vitamine come la C e la B6, avendo un’azione immunostimolante, possono aiutare a ridurre gli effetti e i sintomi derivanti dalle punture di zanzara, ma non sono dei repellenti contro questi insetti. Le zanzare, abbiamo visto, sono attratte dall’acido lattico che traspira dalla nostra pelle a causa di processi metabolici a seguito dei quali viene prodotto. Per questo motivo, vi sono invece alimenti che determinano una maggior produzione di questa sostanza e che possono quindi portare ad una maggiore attrazione di questi insetti sulla nostra pelle: un esempio sono quelli ricchi di potassio, come patate, banane, avocado, uvetta e alcuni legumi, o i cibi particolarmente salati, come noccioline, patatine fritte e crackers.
Per le zanzare, che Friedrich Nietzsche definiva, mettendole sullo stesso piano di un cielo nuvoloso e dell’aria afosa, ‘i miei nemici’, non esistono dunque diete repellenti, così come purtroppo non fanno un granché le candele alla citronella, pur creando una piacevole e romantica atmosfera. Le uniche strategie effettivamente efficaci per evitare di essere punti sono i repellenti a base di dietiltoluamide (DEET) o di icaridina, quest’ultima indicata anche nei bambini oltre i due anni; o, in alternativa, i repellenti naturali, a base per esempio di eucalipto citrato, sostanza di comprovata efficacia. Esistono poi metodi per rendere gli ambienti “ostili” alle zanzare ed evitare di doversi spruzzare repellenti sulla pelle anche quando si sta in casa o si va a dormire. Oppure, per la caccia notturna alla zanzara che ci ronza nell’orecchio e che ci disturba il sonno possiamo sempre ricorrere al classico metodo: la ciabatta!
Carla Tosco
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